Agricoltura sociale: un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità

L’agricoltura sociale continua a rappresentare un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità. Lo scorso 30 ottobre è stata presentata, a Roma presso la Sala Auditorium INAPP di Roma, sull’argomento una pubblicazione, curata da Daniela Pavoncello dell’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), nel corso di un convegno a cui hanno partecipato tra gli altri i sottosegretari del Governo Vincenzo Zoccano e Alessandra Pesce e i Presidenti delle Federazioni FISH e FAND Vincenzo Falabella e Franco Bettoni.

Si tratta di un ampio approfondimento curato da Silvia Cutrera e dedicato alla ricerca di Daniela Pavoncello intitolata “Agricoltura sociale: un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità”, pubblicata dall’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la collaborazione del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria). La ricerca raccoglie i risultati del rapporto “Farming for Health”: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità.
L’incontro è stato rivolto a tutti gli attori coinvolti, a vario titolo, nello sviluppo di politiche e interventi volti a garantire pari opportunità e diritto ad una cittadinanza attiva. In tal senso, la partecipazione di autorevoli portatori d’interesse ha consentito certamente di sviluppare una profonda riflessione sul valore e sul significato dell’agricoltura sociale come pratica di un nuovo modello di welfare.

Il convegno è stato ripartito in due sessioni, la prima delle quali – dedicata al tema La governance istituzionale per lo sviluppo di un welfare generativo di comunità – è stata moderata da Stefano Sacchi, presidente dell’INAPP. Ne hanno discusso Vincenzo Zoccano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con deleghe a Famiglia e Disabilità e Alessandra Pesce, sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
La seconda sessione, invece, ha avuto come focus le opportunità di crescita e valorizzazione dello sviluppo locale attraverso le pratiche di agricoltura sociale. A moderare i lavori Ilaria Signoriello del Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale. Presenti Daniela Pavoncello, ricercatrice dell’INAPP, Andrea Canevaro dell’Università di Bologna, Francesca Giarè del CREA, Saverio Senni dell’Università della Tuscia, Aurelio Ferrazza dell’Aienda Aagricola Casale di Martignano – Rete Fattorie Sociali, Marco Livia delle ACLI Nazionali, Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e Franco Bettoni, presidente nazionale della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).
Le conclusioni sono state affidate ad Anna Grimaldi dell’INAPP.

A Palazzo Donini, ANGSA Umbria presenta lo studio sul centro diurno La Semente

Il convegno “La valutazione dell’impatto sociale nella riforma del Terzo Settore – Il caso La Semente” si terrà il 24 settembre, a partire dalle ore 10.

Cosa sarebbe accaduto se La Semente, centro diurno semiresidenziale gestito da ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus e situato a Limiti di Spello, non fosse esistito? E’ da questa domanda che ha mosso i primi passi la ricerca di Emili Abbate, tirocinante di ANGSA Umbria dal master MEMIS (Human Foundation e Università di Roma Tor Vergata). La Semente è stata dunque sotto la lente di ingrandimento per diversi mesi, come best practice e caso di studio, per l’analisi dell’impatto sociale del lavoro di ANGSA Umbria, finalizzato al sostegno di ragazzi autistici e delle loro famiglie.

I risultati dello studio verranno consegnati alla cittadinanza e alla comunità scientifica e istituzionale durante un evento pubblico, che si terrà il 24 settembre, a partire dalle ore 10, in Sala Fiume, all’interno di Palazzo Donini, sede della Regione Umbria, a Perugia.

Aspetto saliente della ricerca è stato il coinvolgimento dei diversi stakeholder coinvolti nel processo sociale del centro diurno: genitori, famiglie, operatori specializzati, utenti, fino alle Asl. Interessante a riguardo comprendere l’apporto e il valore sociale garantito dall’esistenza de La Semente, grazie alla sua struttura immersa nel verde, ricca di accorgimenti utili alla migliore accoglienza dei ragazzi autistici, attenta non solo all’assistenza tout-court, ma anche all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo degli utenti. Nello specifico ha garantito un sostegno effettivo alle famiglie, che hanno beneficiato di un minore isolamento; agli utenti, assicurando loro maggiore autonomia e consapevolezza di se stessi, oltre ad una importante riduzione dei comportamenti problema. Gli operatori hanno a loro volta dimostrato grazie al costante coordinamento di struttura, una migliore gestione dello stress e una maggiore capacità di problem solving. Da non trascurare l’impatto sociale de La Semente sulle Asl regionali, che traggono beneficio da una migliore efficacia dei servizi.

Durante il convegno, dopo i saluti istituzionali della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e della presidente di ANGSA Umbria, Paola Carnevali Valentini, sarà la volta della presentazione della ricerca, a cura del professor Filippo Montesi (Head of Evaluation di Human Foundation, Docente del Master Memis, Dipartimento Economia Università Tor Vergata) e della restituzione tecnica a cura di Emili Abate, studentessa Master Memis e tirocinante de La Semente. A seguire, i feedback istituzionali assegnati alla  Dott.ssa Antonia Tamantini (Direttore Struttura Complessa SPDC, Usl Umbria 2), al Prof. Antonio Picciotti (Ricercatore di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Economia, Università degli Studi di Perugia), al Dr. Marco Grignani (Responsabile SC Salute Mentale Area Sud – Assisano, Media Valle del Tevere e Trasimeno, Usl Umbria 1) e al Dr. Carlo di Somma (Presidente Federsolidarietà-Confcooperative Umbria).

La ricerca è stata realizzata grazie alla collaborazione con il Master Memis, Human Foundation  l’Università di Roma Tor Vergata.

Autismo e immagini: come aiutare la comunicazione verbale

Aiutare le persone affette dal disturbo dello spettro autistico nella loro comunicazione resta un aspetto fondamentale. In base ad alcuni studi di neuropsichiatria infantile, una percentuale importante di bambini interessati da autismo non acquisiscono alcun tipo di linguaggio verbale. Altri invece riescono a padroneggiarlo, seppur siano utili alcuni accorgimenti in tal senso.
Ecco dunque l’importanza delle immagini e del loro utilizzo, utili anche come modalità alternative di comunicazione e per soddisfare bisogni immediati di interazione, oppure il contrario, ad allontanare o rifiutare qualcosa che in quel momento non è gradito e che causa disturbo. Tali processi seguono associazioni tra parole, concetti e sensazioni, magari provate in passato.

 

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“Ci sono da un lato soggetti che non hanno mai acquisito il linguaggio e non rispondono e non danno inizio ad alcuno scambio comunicativo, dall’altro soggetti che avviano continuamente conversazioni utilizzando un vocabolario ricco e formalmente appropriato, ma che non sono in grado di adeguare in modo flessibile la comunicazione al contesto interattivo, di mantenere la reciprocità e l’alternanza di turni nello scambio comunicativo e di interpretare correttamente tutti gli scambi comunicativi espressi dall’interlocutore” ( AJURIAGUERRA J. (DE), Manuale di psichiatria del bambino).
Per l’individuo autistico, acquisire e utilizzare strutture sintattiche e grammaticali corrette e comunemente note potrebbe rappresentare una criticità: è necessario l’intervento di altre forme di comunicazione, quindi non verbali, che aiutino il ragazzo a sviluppare e seguire, per quanto possibile, una logica e chiarezza nel linguaggio verbale.
L’utilizzo di foto, oggetti, immagini, simboli come ausili visivi risulta dunque fondamentale: una tecnica che utilizziamo anche all’interno del centro diurno La Semente: tramite l’uso di immagini, disegni e fotografie, gli operatori aiutano a instaurare un rapporto tra i ragazzi ospiti del centro diurno e il significato e significante delle cose. A ogni immagini corrisponde dunque un’azione, che può essere tradotta in linguaggio verbale.
Nello specifico, presso il centro diurno La Semente, utilizziamo le immagini con i nostri ragazzi per una duplice funzione: sia per costruire una sorta di agenda visiva della giornata, attraverso la quale prevedere le attività da eseguire con gli utenti; sia per aumentare la comunicazione tra questi ultimi e gli operatori, in particolare per i ragazzi che dispongono di minori capacità verbali e comunicative. Esempi concreti, in quest’ultimo caso, sono le immagini che riportano messaggi quali “stop”, “basta” o “avanti”, indicando le quali l’utente può comunicare con l’operatore dimostrandogli una sua intenzione o stato d’animo.
Il linguaggio per immagini non è certamente l’unico modo per contribuire al miglioramento della comunicazione verbale di un individuo autistico, ma è sicuramente un metodo immediato e chiaro.

 

Arteterapia e autismo: i laboratori de La Semente

Al centro diurno La Semente, l’arteterapia e l’autismo sono due mondi che si incontrano e si danno la mano per rendere migliore il cammino della persona nel corso della vita. I laboratori di arteterapia, organizzati grazie alla presenza di operatori specializzati, danno così la possibilità al ragazzo autistico di potersi esprimere anche artisticamente, di imparare nuove attività e di creare coordinazione grazie alla manualità.

Arteterapia e autismo: come convivono?

Arteterapia e autismo sono fortemente interconnessi. La prima, utile per tutti, grandi e piccini, è un tipo di terapia particolarmente adatta per quelle persone che presentano disturbi comportamentali e cognitivi. Si va così ad intervenire sull’area comunicativa, relazionale ed espressiva. L’arteterapia, con tutte le sue varianti e sfumature comunicative che prende in prestito dal magico mondo dell’arte in ogni sua espressione, aiuta dunque ad arricchire la comunicazione, in modo da andare a supporto della comunicazione classica verbale.

Autismo e arteterapia: note, colori, teatro

L’arte è vita, gioia, colori. Ognuno di noi percepisce una quadro, uno spettacolo, sente un suono in mille modi diversi. Così in modo ancora più particolare vengono percepite queste realtà dalle persone che soffrono di disturbi autistici. Può accadere che per loro un suono sia troppo forte, o al contrario che lo ricerchino sistematicamente; possono amare un colore e odiarne fortemente un altro; i movimenti spesso sono percepiti come degli scatti, la voce viene usata per gridare oppure completamente ignorata. La musicoterapia, la cromoterapia, la danza, il movimento del corpo sono tutti settori e campi di apprendimento e comunicazione da scoprire.

ASPA BASTIA per LA SEMENTE 4° Edizione RURALISSIMA. I risultati

Grande successo per la quarta edizione della corsa campestre Ruralissima – Cross Country for Autism, svoltasi ieri pomeriggio (16 giugno) a partire dalle ore 16 a La Semente: tanti gli atleti accorsi a Limiti di Spello, per una giornata di sport e cibo sano, a contatto con la natura incontaminata.

La Ruralissima, corsa da 6,5 chilometri, ‘sfrutta’ le bellezze paesaggistiche dell’Umbria e nasce con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore de La Semente, realtà innovativa, centro diurno, fattoria sociale e distretto rurale che dal 2011 è impegnata, tra gli altri servizi, nell’inserimento lavorativo a vantaggio di ragazzi adulti autistici.

Anche quest’anno, dunque, la quarta edizione della Ruralissima ha scelto la nobile causa del sostegno alle famiglie di persone affette da autismo, tanto che lo slogan della manifestazione è “Cross country for Autism”.

L’evento podistico ha visto l’organizzazione tecnica di ASPA Bastia, il patrocinio di Coni Italia e di ENDAS, lo sponsor tecnico della Decathlon di Foligno, e il contributo di: Grafiche Diemme di Bastia Umbra, Caseificio Broccatelli, Siena Bevande, Foto Hispellum, P.A.I. Bambini di San Francesco Onlus e dell’Azienda il Divin Pensatore di Eleonora Siena.

La corsa si è svolta all’interno della fattoria sociale La Semente, toccando le aree agricole circostanti, regalando ai tanti podisti un’esperienza fuori dal comune. L’evento ha avuto inizio alle ore 16.00 con il ritrovo dei partecipanti. I giovani e i giovanissimi hanno gareggiato alle 17.00, mentre per gli adulti il fischio d’inizio è scattato alle 19.00. A seguire, al termine della corsa campestre, la cena bio in agriturismo a La Semente ha fatto sì che atleti e amanti dello sport, dell’aria aperta e della natura incontaminata trovassero un momento conviviale per cenare con prodotti a km 0 coltivati e allevati direttamente in fattoria. Il tutto sempre all’insegna di solidarietà, sport, salute e condivisione.

Ecco i risultati della gara podistica, divisi per categoria maschile e femminile:

Classifica bambini:

1° Salustri Cristian (500 metri)

2° Lepri Davide (500 metri)

1° Baruli Matilde (250 metri)

2° Casini Andrea (250 metri)

Classifica assoluti Maschile:

1° Tacconi Carlo (T 24,42)

2° Bianconi Enrico (T 25,19)

3° Biagini Andrea (T 25,38)

Classifica assoluti Femminile:

1° Meniconi Maria Luisa (27,50)

2° Enriquez Irene (26,48)

3° Ambrogioni Federica (29,50)

 

Classifica adulti maschi:

 

  • Categoria SM 70/Oltre

1° Piccolo Cosimo Damiano

2° Picciafoco Giuseppe

 

  • Categoria SM65-65/69

1° Passeri Luciano

2° Esposito Fulvio

3° Guercini Bruno

4° Liberti Renzo

5° Pucciarini Renato

 

  • Categoria SM60-60/64

1° Pasqualini Fabrizio

2° Andreoli Carlo Alberto

 

  • Categoria SM55-55/59

1° Paradisi Renzo

2° Covarelli Mauro

3° Brizi Fabrizio

4° Cardaioli Danilo

5° Bottoloni Raffaele

 

  • Categoria SM50-50/54

1° Salustri Moreno

2° Goracci Marco

3° Gustinicchi Maurizio

4° Bracardi Paolo

 

  • Categoria SM 45-45/49

1° Bragetti Giampiero

2° Gonzales Rojas Alonso Ramiro

3° Berrettoni Alessandro

4° Gobbini Simone

5° Capannelli Antonello

 

  • Categoria SM40-40/44

1° Susta Federico

2° Romoli Marco

3° Saccoccini Marco

4° Mazzoni Michele

5° Panzeri Dario

 

  • Categoria SM 18/34

1° Evangelisti Elia

2° Baldoncini Sergio

3° Papa Simone

 

Classifica femminile adulte

 

  • Categoria SF45/Oltre

1° Marcantoni Laura

2° Piccioli Laura

 

  • Categoria SF40-40/44

1° Venturi Chiara

2° Enriquez Irene

 

  • Categoria SF35-35/39

1° Abbandoni Eleonora

2° Quesada Brayce Jacquel

ASPA BASTIA per LA SEMENTE 4° Edizione RURALISSIMA – CORSA CAMPESTRE “CROSS COUNTRY for AUTISM”

Aria pura, paesaggi bucolici, natura incontaminata e cibo sano: sono gli ingredienti per la quarta edizione della Ruralissima, la corsa campestre che si correrà nelle campagne de La Semente, a Limiti di Spello, il prossimo 16 giugno.

La Ruralissima ‘sfrutta’ le bellezze paesaggistiche e rurali della nostra campagna umbra e nasce con l’obiettivo di sostenere il progetto de La Semente, centro diurno, fattoria sociale e distretto rurale a Limiti di Spello che dal 2011 è impegnata, tra gli altri servizi, nell’inserimento lavorativo a vantaggio di ragazzi adulti autistici.

La Semente è inoltre spin-off di ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus, ed è dunque impegnata nel campo dell’agricoltura sociale. È infatti sui suoi 4 ettari di campi (dove insistono anche 150 piante di frutta antica umbra, 250 galline ovaiole e api che producono miele prevalentemente millefiori) che nascono le verdure bio coltivate in base alla stagionalità e compongono, una volta acquistate, le cassette del Gruppo di Acquisto Solidale. La Semente ha inoltre recentemente avviato l’attività di agriturismo, che racchiude l’esperienza di soggiornare in un luogo dalla natura incontaminata, il mangiar bene ed il possibile esercizio volontario in campo sociale e agricolo.

Si correrà quindi anche quest’anno: la Ruralissima in questo 2018 infatti è alla sua quarta edizione. La nobile causa del sostegno alle famiglie di persone affette da autismo da sì che lo slogan della manifestazione sia “Cross country for Autism”.

L’evento podistico vede l’organizzazione tecnica di ASPA Bastia, il patrocinio di Coni Italia e di ENDAS, lo sponsor tecnico della Decathlon di Foligno, e il contributo di: Grafiche Diemme di Bastia Umbra, Caseificio Broccatelli, Siena Bevande, Foto Hispellum, P.A.I. Bambini di San Francesco Onlus e dell’Azienda il Divin Pensatore di Eleonora Siena.

La corsa si svolgerà all’interno della fattoria sociale La Semente, toccando le aree agricole circostanti, regalando ai tanti podisti che parteciperanno una esperienza fuori dal comune. L’evento avrà inizio alle ore 16.00 con il ritrovo dei partecipanti. I giovani e i giovanissimi gareggeranno alle 17.00, mentre per gli adulti il turno arriverà alle 19.00. La gara podistica si concluderà con la premiazione.

A seguire cena bio in agriturismo a la Semente: un momento conviviale aperto a chi vorrà condividere con tutti i partecipanti e gli organizzatori una giornata all’insegna di solidarietà, sport, salute e condivisione.

È possibile inviare le proprie iscrizioni per partecipare a: info@aspabastia.it   info@lasemente.it o contattando i numeri 393/8386622 – 0742/302033.

“Design, Do and Lean It” | Erasmus+ in Italia con La Semente e AIAB Umbria

Continua il progetto Erasmus+ “Design, Do and Lean It“: dopo le tappe in Finlandia e in Belgio, dal 23 al 27 aprile scorsi, i partner italiani e internazionali membri della cordata progettuale europea, si sono incontrati in Umbria per discutere dell’avanzamento del progetto e lavorare al nuovo metodo di impresa.

Ricordiamo che scopo principale del progetto è quello di progettare nuovi modelli di business grazie al Design Thinking, passando dal Business Model Canvas al LEAN Canvas. La domanda principale a cui si prova a rispondere, grazie all’utilizzo di tecniche innovative, è: “qual è il futuro per la progettazione di servizi, in particolare in ambito socio-sanitario?”. La risposta? Basare i prodotti su bisogni e desideri reali, espressi da persone in carne ed ossa.

 Sede di lavoro, è stata in particolare l’agriturismo La Semente, dove i partner hanno avuto modo anche di soggiornare, mangiare e di godere di intense sessioni di lavoro all’aria aperta, complice il bel tempo e la temperatura dell’ormai mite primavera umbra. La tappa in Italia, tra le altre cose, è stata utile anche a provvedere ad un’adeguata strutturazione dell’experience canvas e della sua futura disseminazione. In programma anche alcune visite a realtà locali, come quella a MicroCosmo, dove è stato possibile vedere gli avanzamenti del progetto con l’experience canvas applicato al mondo dell’agricoltura biologica; a La Semente stessa, dove è stata sottolineata l’importanza del ruolo combinato tra la cooperativa agricola sociale e il vicino centro diurno per ragazzi autistici, gestito da ANGSA Umbria Onlus. Tappa anche al mercato equo e solidale di AIAB Umbria a Ferro di Cavallo; presso le città di Assisi e Spello e presso l’azienda agricola biologica Torre Colombaia.

Ricordiamo inoltre che tra i partner compaiono, insieme alla cooperativa agricola sociale La Semente di Limiti di Spello, anche: AIAB Umbria con anche MicroCosmo di Valle Lupina; dalla Spagna lo Ies Felipe de Borbon e l’Universidad de AlmeríaPohjois-Karjalan koulutuskuntayhtymä PKKY e Aspa Palvelut Oy dalla FinlandiaVrij katholiek onderwijs opwijk dal Belgio, il Coleg Gwent dal Galles. Una cabina di regia importante, all’interno della quale i vari partner entrano di diritto grazie alle lore esperienze e best practices.

Tra gli obiettivi di “Design, do and lean it” c’è dunque la disseminazione del progetto nei vari paesi partner, i cui team portano a casa con loro un bagaglio ricco di esperienza e di più arricchito know-how. Sul tavolo, l’elaborazione di un nuovo processo di sviluppo di prodotti e servizi che mira a non imporre, ma a raggiungere clienti ed utenti partendo proprio dalle loro istanze e necessità.

Autismo, a cosa giova praticare sport? | Le attività a La Semente

Esistono diverse ricerche scientifiche riguardanti l’autismo e l’importanza dello sport per tale disturbo. In base a tali studi, la correlazione tra sport e salute mentale è molto stretta, in particolare perché praticare regolarmente un’attività fisica può portare benefici a livello psicologico.

Partendo dall’origine, si legge in un articolo di Stefania del Principe: “l’autismo o, più correttamente, i disturbi dello spettro autistico sono problemi che coinvolgono il neurosviluppo di un individuo. È caratterizzato da una scarsa interazione sociale, con evidenti problematiche nella comunicazione verbale e non verbale. Il bambino autistico spesso ha pochi interessi – seppur ben approfonditi – e comportamenti ripetitivi”. 

IMG_7986Ci spiega poi Lavinia De Peppo in un articolo pubblicato su Per Noi Autistici: “esercitare uno sport con costanza e regolarità è stato associato ad una riduzione della quota di ansia e depressione e ad un miglioramento della concentrazione e della memoria.  Un gruppo di ricercatori canadesi a Gennaio 2016 ha pubblicato sulla rivista “Autism” una revisione sistematica della letteratura con l’obbiettivo di esaminare quale impatto avessero specifici interventi sportivi sul comportamento di bambini e adolescenti con ASD, di età compresa tra 0 e 16 anni. A seguito di una vasta ricerca, 13 studi sono stati ritenuti scientificamente ammissibili per l’inclusione. Gli sport presi in esame sono stati cinque: la corsa, l’equitazione, le arti marziali, lo yoga e la danza, il nuoto, praticati nella maggior parte delle ricerche in un rapporto di 1:1 con un istruttore, mentre in altri studi veniva garantito un rapporto di 1:2 tra istruttore e bambino o ragazzo con ASD. Gli “outcome” presi in esame riguardavano complessivamente tre distinte categorie:

  • comportamenti stereotipati e ripetitivi
  • cognizione, livello di attenzione, performance accademica
  • comportamento socio-emotivo (es: capacità adattive, sociali e comportamenti-problema).

Complessivamente è stato dimostrato che i principali miglioramenti comportamentali derivavano dalla pratica delle arti marziali e degli interventi di equitazione, mentre si sono dimostrati più limitati gli effetti dello yoga/danza e del nuoto. Anche la corsa è risultata abbastanza efficace nel modificare positivamente alcuni “outcome” comportamentali, seppur con risultati scientificamente poco attendibili e generalizzabili, a causa di importanti limiti metodologici presenti negli studi presi in esame.

Nello specifico, i comportamenti stereotipati e ripetitivi presentavano una riduzione con un intervento sportivo di corsa, equitazione o arti marziali, mentre benefici significativi erano riscontrati sulla componente socio-emotiva dopo la pratica di corsi di equitazione, arti marziali, yoga/danza e nuoto. Inoltre gli autori evidenziavano che i processi cognitivi e i livelli attentivi risultavano positivamente correlati solo all’attività della corsa”.

IMG_7987A La Semente, centro diurno a Limiti di Spello, in provincia di Perugia, gestito da ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus, fare sport è proprio una delle prima attività che i ragazzi ospiti svolgono al mattino prima di iniziare tutte le altre attività. In compagnia e seguiti da operatori specializzati, praticano ginnastica all’interno dell’apposita palestra costruita all’interno del centro diurno. Una pratica che, eseguita costantemente, aiuta i ragazzi a conoscere il proprio corpo e li fa entrare in contatto con altre persone, giova anche al loro spirito e alla loro mente. Il modo migliore per iniziare la giornata.

Progetto Tablo, l’Europa a Spello in visita a “La Semente”

Mercoledì 14 febbraio, alle ore 10, presso il centro diurno semi-residenziale La Semente gestito da ANGSA Umbria Onlus, a Limiti di Spello, si è tenuta la visita da parte dei rappresentanti di 7 partner europei nell’ambito del progetto “Tablo”. La Semente si conferma infatti centro di eccellenza in Umbria nell’ambito della cura dell’autismo.

I rappresentanti hanno trascorso una settimana in Umbria, da lunedì 12 febbraio, presso il Centro Atlas dell’Associazione Sementera Onlus di Perugia.

Tale progetto, finanziato nell’ambito dell’Erasmus+, sta completando la realizzazione di uno strumento gratuito di e-learning che favorisca la conoscenza e la divulgazione di interventi a mediazione artistica a servizio di persone che soffrono di malattie croniche.

Simone Donnari del Centro Atlas è il responsabile del progetto, a cui l’associazione partecipa in forza della sua competenza ed esperienza ventennale nel campo delle terapie non verbali, dell’arteterapia e della innovazione tecnologica, insieme alla presidente Valentina Canonico e ad un team di 23 operatori.

Nel corso della visita i partner europei, guidati da rappresentanti del National Health System (NHS) Sistema Sanitario Inglese, visiteranno altre eccellenze umbre nell’ambito della cura e del trattamento di psicosi e autismo: le strutture della Asl Umbria2 di Foligno, l’Istituto Serafico di Assisi, il Centro Diurno La Semente di Spello, oltre a sperimentare le modalità innovative dei laboratori espressivi basati su arte e tecnologia presso il Centro Atlas (www.atlascentre.eu).

Al temine della visita, durante la quale la delegazione inglese ha avuto modo di conoscere anche le attività svolte all’interno della fattoria sociale La Semente, spin off di ANGSA Umbria Onlus, gli ospiti hanno potuto degustare le pietanze del pranzo preparate direttamente all’interno della cucina dell’agriturismo, con prodotti a km0 e coltivati anche nei 4 ettari di terreno a disposizione della cooperativa agricola sociale.

AGGIORNAMENTI – Servizio civile e garanzia giovani | Possibilità a La Semente

C’è la possibilità di svolgere il Servizio Civile anche a La Semente. Il bando è già disponibile ed è in scadenza al 19 febbraio.

Il bando si trova sul sito del Dipartimento della Gioventù e del SCN, ed è utile a selezionare 1.341 volontari da impiegare in 150 progetti di servizio civile per l’attuazione del Programma Operativo Nazionale “Iniziativa occupazione giovani” – PON IOG, (Garanzia Giovani).

Di seguito è possibile consultare il bando: Bando

Questo bando è dedicato ai giovani NEET, cioè giovani non occupati e non inseriti in percorsi di istruzione e formazione e si inserisce nelle strategie di contrasto alla disoccupazione giovanile tracciate a livello europeo.
Per poter partecipare alla selezione occorre innanzitutto essere iscritti al Programma Operativo Nazionale “Iniziativa Occupazione Giovani” (Garanzia Giovani) ed aver sottoscritto il Patto di servizio con il Centro per l’impiego (CPI) e/o Servizio competente e successivamente individuare il progetto di SCN a cui si vuole partecipare.

I progetti riguardano sia il settore dell’educazione e promozione culturale – dai temi alimentari a quelli ambientali e della biodiversità – sia il settore dell’assistenza, per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani nell’agricoltura.

Il termine per la presentazione della domanda di partecipazione è il 5 Febbraio 2018 ore 14:00.

La Semente vi partecipa grazie a questo progetto:

– PROGETTO MOLTIPLICHIAMO BIODIVERSITA’
Leggi il progetto
Posti disponibili: 7
Settore: Educazione e promozione culturale
Sedi di attuazione:

Associazione locale dell’ente accreditato a cui far pervenire la domanda:
Arci Servizio Civile Perugia
Indirizzo: via della Viola 1 – PERUGIA
Tel: 0755731074
Email: perugia@ascmail.it
Sito Internet: www.arciperugia.it

Gli aspiranti volontari sono tenuti ad informarsi su modalità, tempi e luoghi di selezione presso l’ente che realizza il progetto prescelto.

Le selezioni avverranno secondo i seguenti criteri depositati e approvati dall’UNSC in fase di accreditamento.

Le procedure selettive si avvieranno dopo il termine del bando secondo le date di convocazione che saranno pubblicate almeno quindici giorni prima presso la sede ASC di riferimento, ovvero sul suo sito internet e su questo sito internet

Per fare domanda occorre, dopo aver letto e scelto il progetto, compilare i seguenti allegati:
Domanda di ammissione (Allegato 2)
Autodichiarazione (Allegato 3)
Agli allegati è necessario includere la copia di un documento di identità valido e una copia del Patto di servizio sottoscritto dall’interessato e da altra documentazione attestante la presa in carico da parte del il CPI e/o Servizio competente.
E’ possibile ma non obbligatorio presentare inoltre un curriculum vitae ed eventuali allegati che attestino i titoli posseduti

Di seguito i requisiti per fare domanda e le modalità di partecipazione e selezione.

REQUISITI PER FARE DOMANDA
Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:
a) essere cittadini italiani;
b) essere cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea regolarmente residenti in Italia;
c) essere cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia;
d) essere iscritti al Programma “Garanzia Giovani” (da effettuarsi sul sito internet
www.garanziagiovani.gov.it), aver firmato il Patto di Servizio ed essere stati “presi in carico” dal CPI e/o Servizio competente;
e) non aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un
anno per delitto non colposo, ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o
esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici, o di criminalità organizzata;
f) essere disoccupati ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 150/2015 del 14 settembre 2015 e successive modifiche e integrazioni;
h) non frequentare un regolare corso di studi (secondari superiori, terziari non universitari o
universitari);
i) non essere inseriti in alcun corso di formazione, compresi quelli di aggiornamento per l’esercizio della professione o per il mantenimento dell’iscrizione ad un Albo o Ordine professionale;
l) non essere inseriti in percorsi di tirocinio curriculare e/o extracurriculare, in quanto misura formativa.
I requisiti di partecipazione richiesti dalla Garanzia Giovani devono essere posseduti all’avvio del percorso in “Garanzia Giovani” (inteso come momento procedurale che si apre con l’adesione sui portali e si chiude con la presa in carico da parte di un CPI, e con la sottoscrizione del Patto di Servizio), e all’inizio della misura del servizio civile nazionale. I requisiti di cui alle precedenti lettere a), b), c) ed e) devono essere mantenuti sino al termine del servizio. Non possono presentare
domanda i giovani che:
a) abbiano già prestato servizio civile nazionale per l’attuazione del Programma Garanzia Giovani;
oppure abbiano interrotto il predetto servizio prima della scadenza prevista, o che alla data di
presentazione della domanda siano impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile
nazionale per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani;
b) abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione
retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.
Non costituisce causa ostativa alla presentazione della domanda di servizio civile nazionale per la partecipazione al Programma Garanzia Giovani l’aver già svolto il servizio civile nazionale ai sensi della legge n. 64 del 2001, oppure nell’ambito del progetto sperimentale europeo IVO4ALL o aver interrotto il servizio civile nazionale svolto nell’ambito della Garanzia Giovani per motivi non imputabili ai volontari.
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE E SELEZIONE
La domanda di partecipazione, che deve essere presentata previa iscrizione al Programma Garanzia
Giovani, firma del Patto di Servizio e “presa in carico” da parte del CPI e/o Servizio competente, deve essere indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto e deve pervenite allo stesso entro e non oltre le ore 14.00 del 5 febbraio 2018.
Le domande pervenute oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione.
La domanda, firmata dal richiedente, deve essere:
– redatta secondo il modello riportato nell’Allegato 2 al presente bando, attenendosi
scrupolosamente alle istruzioni in calce al modello stesso ed avendo cura di indicare la sede per la quale si intende concorrere;
– accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale;
– corredata dalla scheda di cui all’Allegato 3, contenente i dati relativi ad eventuali titoli posseduti;
– corredata da copia del Patto di servizio sottoscritto dall’interessato e da altra documentazione
attestante la presa in carico da parte del il CPI e/o Servizio competente.
Le domande possono essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:
1) con Posta Elettronica Certificata (PEC) di cui è titolare l’interessato avendo cura di allegare tutta
la documentazione richiesta in formato pdf;
2) a mezzo “raccomandata A/R”;
3) mediante consegna a mano.
E’ possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile
nazionale da scegliere tra quelli inseriti nel presente bando.
La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nel presente bando, indipendentemente dalla effettiva partecipazione alle selezioni. E’ invece possibile presentare domanda per progetti inseriti nel bando contestualmente pubblicato ai sensi della legge n. 64/2001 avendone i requisiti dallo stesso richiesti. In caso di esito positivo delle selezioni sia in un progetto di servizio civile nazionale ai sensi della citata legge n. 64/2001, che in un progetto in attuazione del programma europeo Garanzia Giovani, il candidato avviato al servizio in uno dei due progetti non può interrompere il servizio intrapreso per essere assegnato all’altro.
La mancata indicazione della sede per la quale si intende concorrere non è motivo di esclusione.
La mancata sottoscrizione e/o la presentazione della domanda fuori termine è causa di esclusione
dalla selezione.
Non è causa di esclusione il mancato invio della fotocopia del documento di identità, ovvero la
presentazione di una fotocopia di un documento di identità scaduto.

 

User Journey Map: mappe speciali per un cammino condiviso

Quali sono le persone che voglio raggiungere? Di cosa hanno bisogno? Come queste persone cercano di ottenere gli obiettivi che si prefiggono? Cosa usano e in quale ordine? Perché compiono quella scelta? Cosa provano tali persone nel tentativo di raggiungere il risultato desiderato?”.

Sono queste solo alcune delle domande, tanto complesse quanto mirate, che chi si appresta a elaborare un prodotto (sia esso materiale o legato al mondo dei cosiddetti ‘servizi’) dovrebbe porsi. Calarsi nell’esperienza, immedesimarsi nel cliente, cercare di raggiungere così non solo il proprio obiettivo, ma anche e soprattutto quello dei customer.

Si chiama “user journey map” o del ‘percorso utente’ ed è uno dei metodi più adatti per perseguire questa scelta. La user jouney map può essere spiegata come la “rappresentazione sintetica dei passaggi che fanno le persone tra i canali messi loro a disposizione (sito, app, sportello/punto vendita, etc.) per raggiungere un obiettivo“.

Usarla aiuta a rendere chiari e visibili processi fondamentali per il nostro progetto che altrimenti non riveleremmo.

Abbiamo deciso di applicarla anche nel centro diurno La Semente, dove vengono assistiti giovani e adulti affetti dal disturbo dello spettro autistico. Una buona palestra per il nostro team, composto da validi e qualificati operatori, che, grazie alla discussione stimolata, arriverà a inquadrare i singoli problemi, assicurargli il giusto peso, fino a giungere alla soluzione più corretta.

Come funziona

Nella nostra tabella, disponiamo in riga le attività e in colonna i nostri task. Attraverso questo processo siamo in grado di raggiungere alcuni obiettivi:

  • miglioriamo lo stato attuale;
  • progettiamo e valutiamo il futuro;
  • sviluppiamo una visione con il customer al centro e un’offerta innovativa.

Inoltre grazie alla tabella otteniamo informazioni importanti su:

  • Contesto. Cerchiamo di rispondere alle domande: cosa facciamo per i nostri utenti? cosa fanno loro per noi? In questo modo riusciamo a costruire lo scenario in cui si collocano le interazioni con i customer, rilevandone aspetti positivi e negativi.
  • Personas. Facciamo riferimento ad un profilo utente preciso, dunque analizzando persona per persona e dedicandogli una mappa. Ognuno è ricco del suo vissuto personale e si posiziona in base a previsioni, desideri, ambizioni.
  • Risultati. È una descrizione dei risultati desiderati – che cosa sta cercando di raggiungere il nostro utente?  Elenchiamo tutte le azioni, per quanto possibile, che permettono di raggiungere il risultato. In questa parte, grande importanza rivestono le motivazioni e i bisogni che portano ad agire.
  • Touchpoints. Sotto ogni azione riportiamo tutti i canali e punti di contatto dove i servizi e le persone si incontrano.
  • Fornitura del servizio. Sotto ogni punto di contatto, scriviamo cosa offre il servizio e chi ne è il responsabile diretto.
  • Viaggi emozionali. Si creano delle linee verticali dove inserire l’esperienza della personas (azione – > punto di contatto – > cosa offre il servizio – > esperienza). Qui rispondiamo alle domande su le emozioni: come pensi che la persona si sentiva in quel momento? Utilizziamo una scala da 0 a 10, più alto è il numero, migliore è l’esperienza. Si può rappresentare con una linea con il valore in alto o in basso a secondo dell’esperienza.
  • Blueprint. In basso possiamo mappare l’intervento delle persone che forniscono il servizio ricostruendo collegamenti finché non avremo un modello organizzativo, un quadro completo del funzionamento dell’organizzazione del servizio.
  • Miglioramenti e innovazioni. La mappa ha un obiettivo creativo, di brainstorming rispetto a servizi che abbiamo identificato come deboli. Mostrare le cose nero su bianco, in condivisione aiuta a focalizzarle e a mettere ordine. È allora che riusciamo ad innescare un processo creativo che si alimenta grazie ad un artefatto condiviso.

La forza della user journey map non dipende solo dal fatto che è incentrata sul customer, ma anche dalla possibilità di raccogliere in itinere i dati, di annotare idee e cambiamenti, in maniera dinamica come sono i comportamenti dell’uomo.

 

Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura | Commissione Europea al lavoro

Il settore agricolo e le zone rurali sono attori importanti per il benessere e il futuro dell’Unione Europea e dei suoi cittadini. L’Europa, è uno dei principali produttori di cibo al mondo e garantisce la sicurezza alimentare per oltre 500 milioni di cittadini europei. Al termine del 2017, è dunque necessario riflettere sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura, in particolare per chi, come La Semente, è addetto al settore.

In uno studio pubblicato lo scorso novembre da parte della Commissione Europea, risulta come il ruolo degli agricoltori dell’UE sia fondamentale: sono infatti i primi amministratori dell’ambiente naturale, si prendono cura delle risorse, dal suolo, all’acqua, all’aria e alla biodiversità per una superficie coltivata pari al 48% di quella a disposizione in Unione Europea (le foreste si aggirano al 36%). E’ anche e soprattutto per questo motivo che risulta fondamentale preservare le risorse naturali, non depauperare il terreno, ma piuttosto agire nell’ottica dello sviluppo sostenibile.

L’Unione Europea ha in tal senso individuato tre dimensioni di lavoro per la sostenibilità in agricoltura: economica, sociale e ambientale. Ad esse, si aggiunge la forte sinergia che può essere data dalla ricerca e dallo sviluppo tecnologico.

Se dunque le dimensioni economica e ambientale sono state più spesso “battute” e percorse, quella sociale rappresenta la vera sfida del futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura. Una delle priorità resta per questo motivo quella del rafforzamento delle capacità locali e di promozione per l’inclusione sociale e la riduzione della povertà, da raggiungere attraverso un approccio bottom-up a livello locale. “È necessario – scrive la Commissione Europea nel suo report – migliorare la sinergia e il coordinamento con autorità municipali e agenzie locali per mobilitare pienamente il potenziale rurale“.

L’idea alla base dell’agricoltura sociale e dell’assistenza è molto più che un’opportunità di sviluppo per le fattorie specializzate in cui possono essere integrate persone con bisogni speciali. L’educazione, lo sviluppo delle persone e la loro multifunzionalità: anche questi sono obiettivi dell’agricoltura sociale.

ESPERIENZE IN EUROPA DI SOCIAL FARMING

Ma qual è la situazione in Italia?

Il Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale rappresenta un luogo votato alle esperienze di social farming, dove il pluralismo in Italia tra aziende agricole, cooperative sociali, comunità di accoglienza, associazioni di genitori, esperti o professori universitari possono confrontarsi. Attualmente sono 250 le fattorie sociali in Italia, che operano a vario titolo sul territorio, mentre l’agricoltura sociale è regolata da una legge recente, la 141 del 18 agosto del 2015. E’ la stessa normativa a riconoscere la vastità delle esperienze di agricoltura sociale presenti in Italia. Queste ultime infatti riguardano solo fattorie o cooperative che gestiscono attività agricole con detenuti, immigrati o persone con disabilità. Agricoltura sociale è anche quando si sceglie di produrre in modo equosolidale o si recuperando terreni confiscati alle mafie. Oppure quando si difende la biodiversità o si realizza un giardino o un orto condiviso in città.

Attualmente quasi tutte le Regioni italiane hanno una legge che riguarda l’agricoltura sociale, mentre per Puglia, Lazio, Basilicata e Sicilia le normative regionali sono in corso di definizione. Per gli esperti, molto dipenderà anche dai percorsi di formazione dei professionisti interessati a intraprendere questi percorsi.

Per ulteriori dettagli, potete visitare questi link:

SOCIAL FARMING IN EUROPE AND ITALY

WELFORUM.IT

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