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Agricoltura sociale: un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità

L’agricoltura sociale continua a rappresentare un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità. Lo scorso 30 ottobre è stata presentata, a Roma presso la Sala Auditorium INAPP di Roma, sull’argomento una pubblicazione, curata da Daniela Pavoncello dell’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), nel corso di un convegno a cui hanno partecipato tra gli altri i sottosegretari del Governo Vincenzo Zoccano e Alessandra Pesce e i Presidenti delle Federazioni FISH e FAND Vincenzo Falabella e Franco Bettoni.

Si tratta di un ampio approfondimento curato da Silvia Cutrera e dedicato alla ricerca di Daniela Pavoncello intitolata “Agricoltura sociale: un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità”, pubblicata dall’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la collaborazione del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria). La ricerca raccoglie i risultati del rapporto “Farming for Health”: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità.
L’incontro è stato rivolto a tutti gli attori coinvolti, a vario titolo, nello sviluppo di politiche e interventi volti a garantire pari opportunità e diritto ad una cittadinanza attiva. In tal senso, la partecipazione di autorevoli portatori d’interesse ha consentito certamente di sviluppare una profonda riflessione sul valore e sul significato dell’agricoltura sociale come pratica di un nuovo modello di welfare.

Il convegno è stato ripartito in due sessioni, la prima delle quali – dedicata al tema La governance istituzionale per lo sviluppo di un welfare generativo di comunità – è stata moderata da Stefano Sacchi, presidente dell’INAPP. Ne hanno discusso Vincenzo Zoccano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con deleghe a Famiglia e Disabilità e Alessandra Pesce, sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
La seconda sessione, invece, ha avuto come focus le opportunità di crescita e valorizzazione dello sviluppo locale attraverso le pratiche di agricoltura sociale. A moderare i lavori Ilaria Signoriello del Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale. Presenti Daniela Pavoncello, ricercatrice dell’INAPP, Andrea Canevaro dell’Università di Bologna, Francesca Giarè del CREA, Saverio Senni dell’Università della Tuscia, Aurelio Ferrazza dell’Aienda Aagricola Casale di Martignano – Rete Fattorie Sociali, Marco Livia delle ACLI Nazionali, Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e Franco Bettoni, presidente nazionale della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).
Le conclusioni sono state affidate ad Anna Grimaldi dell’INAPP.

Il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura | Commissione Europea al lavoro

Il settore agricolo e le zone rurali sono attori importanti per il benessere e il futuro dell’Unione Europea e dei suoi cittadini. L’Europa, è uno dei principali produttori di cibo al mondo e garantisce la sicurezza alimentare per oltre 500 milioni di cittadini europei. Al termine del 2017, è dunque necessario riflettere sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura, in particolare per chi, come La Semente, è addetto al settore.

In uno studio pubblicato lo scorso novembre da parte della Commissione Europea, risulta come il ruolo degli agricoltori dell’UE sia fondamentale: sono infatti i primi amministratori dell’ambiente naturale, si prendono cura delle risorse, dal suolo, all’acqua, all’aria e alla biodiversità per una superficie coltivata pari al 48% di quella a disposizione in Unione Europea (le foreste si aggirano al 36%). E’ anche e soprattutto per questo motivo che risulta fondamentale preservare le risorse naturali, non depauperare il terreno, ma piuttosto agire nell’ottica dello sviluppo sostenibile.

L’Unione Europea ha in tal senso individuato tre dimensioni di lavoro per la sostenibilità in agricoltura: economica, sociale e ambientale. Ad esse, si aggiunge la forte sinergia che può essere data dalla ricerca e dallo sviluppo tecnologico.

Se dunque le dimensioni economica e ambientale sono state più spesso “battute” e percorse, quella sociale rappresenta la vera sfida del futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura. Una delle priorità resta per questo motivo quella del rafforzamento delle capacità locali e di promozione per l’inclusione sociale e la riduzione della povertà, da raggiungere attraverso un approccio bottom-up a livello locale. “È necessario – scrive la Commissione Europea nel suo report – migliorare la sinergia e il coordinamento con autorità municipali e agenzie locali per mobilitare pienamente il potenziale rurale“.

L’idea alla base dell’agricoltura sociale e dell’assistenza è molto più che un’opportunità di sviluppo per le fattorie specializzate in cui possono essere integrate persone con bisogni speciali. L’educazione, lo sviluppo delle persone e la loro multifunzionalità: anche questi sono obiettivi dell’agricoltura sociale.

ESPERIENZE IN EUROPA DI SOCIAL FARMING

Ma qual è la situazione in Italia?

Il Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale rappresenta un luogo votato alle esperienze di social farming, dove il pluralismo in Italia tra aziende agricole, cooperative sociali, comunità di accoglienza, associazioni di genitori, esperti o professori universitari possono confrontarsi. Attualmente sono 250 le fattorie sociali in Italia, che operano a vario titolo sul territorio, mentre l’agricoltura sociale è regolata da una legge recente, la 141 del 18 agosto del 2015. E’ la stessa normativa a riconoscere la vastità delle esperienze di agricoltura sociale presenti in Italia. Queste ultime infatti riguardano solo fattorie o cooperative che gestiscono attività agricole con detenuti, immigrati o persone con disabilità. Agricoltura sociale è anche quando si sceglie di produrre in modo equosolidale o si recuperando terreni confiscati alle mafie. Oppure quando si difende la biodiversità o si realizza un giardino o un orto condiviso in città.

Attualmente quasi tutte le Regioni italiane hanno una legge che riguarda l’agricoltura sociale, mentre per Puglia, Lazio, Basilicata e Sicilia le normative regionali sono in corso di definizione. Per gli esperti, molto dipenderà anche dai percorsi di formazione dei professionisti interessati a intraprendere questi percorsi.

Per ulteriori dettagli, potete visitare questi link:

SOCIAL FARMING IN EUROPE AND ITALY

WELFORUM.IT

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Care-t-farms | Un progetto Erasmus+ per formare l’agricoltura sociale

Dall’Europa in visita a La Semente. Questa mattina, 1° dicembre, è venuta a trovarci la Cia dell’Umbria, che in questi giorni ospita nella propria sede di Perugia il meeting iniziale del progetto Erasmus+ Partenariati Strategici per la Formazione Professionale (VET) CARE-T-FARMS, dedicato alla formazione integrata degli agricoltori, degli operatori e degli specialisti di assistenza socio-sanitaria che concorrono a fornire servizi di inclusione relazionale e lavorativa  a persone con diverse tipologie di disabilità mentale e disagio sociale.

La recente legge 141 del 18 agosto 2015, “Disposizioni in materia di agricoltura sociale” ha inteso regolamentare questa tipologia di attività agricole multifunzionali, iniziate in Italia negli anni ’90 dopo che si erano già sperimentate forme di agricoltura sociale in Olanda e Belgio, per dare un carattere istituzionale nel contesto territoriale e socio-sanitario ad aziende agricole che presentino competenze e programmi in grado di fornire percorsi riabilitativi e cognitivi adeguati.

Il progetto, che avrà una durata di 24 mesi a partire dal 1° novembre, si propone di realizzare un contesto europeo di rete basato su casi di studio, scambio di buone pratiche e materiali per la formazione combinata in aula, in azienda e online volti ad acquisire le molteplici competenze necessarie al funzionamento di un’azienda agricola sociale e dei suoi operatori. La visita a La Semente si è configurata, appunto, nell’esperienzialità di un caso di studio di successo nell’agricoltura sociale.

Fanno parte del progetto il CDR, Centro nazionale per la formazione allo sviluppo rurale, sede di Cracovia in Polonia, che avrà funzioni di coordinamento del partenariato, ARID, Associazione per lo sviluppo delle attività formative nella regione Lacjum in Polonia, ELO, Associazione di rete degli imprenditori agricoli europei, con sede in Belgio a Bruxelles, ON Projects, azienda esperta nella gestione di programmi europei con sede in Spagna a Granada, l’Università di Çanakkale in Turchia, con competenze nelle terapie assistite con animali, l’AUSL Umbria1, responsabile per le cure socio-sanitarie nell’area del Perugino e la Cia Umbria Servizi all’Impresa che sviluppa servizi tecnici per le aziende agricole sul territorio regionale.

Oltre alla realizzazione dei materiali formativi che verranno resi disponibili agli utenti su una piattaforma internet aperta, il progetto realizzerà una serie di eventi nazionali ed un evento europeo a Bruxelles nel quale verranno coinvolti rappresentanti delle istituzioni europee, delle organizzazioni agricole e del mondo del lavoro rappresentate presso le rispettive sedi europee.

Nasce Euro+Med AgriSocial Forum | L’incontro a Bruxelles

E’ nato l’Euro+Med Agrisocial Forum, l’11 luglio a seguito di un incontro-dibattito al Parlamento Europeo, con i rappresentanti delle Reti dell’Agricoltura Sociale di Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Albania, Tunisia e Italia, si è costituito ufficialmente il comitato promotore dell’Euro+Med AgriSocial Forum, uno spazio politico e culturale di discussione e di confronto a livello Ue e della sponda Sud del Mediterraneo, con tutti i soggetti e reti che si occupano di agricoltura sociale.

La costituzione del comitato fa seguito all’appello lanciato a Roma, a settembre 2016, dal Forum Nazionale Agricoltura Sociale unitamente alla Cia – Agricoltori Italiani, accolto tra gli altri dal Viceministro del MIPAF On. Andrea Olivero, dall’On. Massimo Fiorio primo firmatario della legge nazionale sull’agricoltura sociale e da Rete delle Fattorie Sociali, Confagricoltura, Libera, Agricoltura Capodarco, Nuova Cooperazione Organizzata, Rete Rurale Nazionale.

La costituzione del comitato promotore – precisa Ilaria Signoriello, portavoce del Forum Nazionale Agricoltura Sociale – è solo il primo passo di un percorso che vuole essere partecipato e coinvolgere i vari stakeholder italiani, europei e africani, per ripartire dalla terra e tessere relazioni di cooperazione e di pace”.

“L’agricoltura sociale – prosegue Signoriello – è un approccio win to win che in tutta Europa e nel mondo rappresenta uno straordinario processo di responsabilizzazione dei singoli e delle comunità. È una delle pratiche locali che maggiormente può contribuire al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili sanciti dall’Agenda 2030 e approvati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015. Alla sostenibilità economica aggiunge la responsabilità verso l’ambiente e la comunità locale, il territorio e i suoi beni comuni, in un’ottica di un’economia sociale, solidale e responsabile, dove interesse privato e collettivo non si contrappongono, ma si coniugano in processi e modelli economici innovativi, dove l’economia e il settore primario tornano ad assolvere una funzione di servizio al benessere dell’intera comunità, partendo dai più deboli”.

Oltre che dal Forum Nazionale Agricoltura Sociale e da CIA – Agricoltori Italiani, il documento costitutivo del comitato promotore è stato sottoscritto  ASeS – Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, da un rappresentante del Parlamento Italiano (Massimo Fiorio – Primo firmatario della legge sull’agricoltura sociale in Italia), da alcuni rappresentanti dell‘Università di Wageningen, dal Walloon Rural network, dal Support Center for Green Care, dal Sindacato agricolo Tunisia – Synagri, da CercicaCREA – PB, RRN Rete Rurale NazionaleCNCA – Coordinamento nazionale comitati di accoglienzaCittadinanza AttivaNCO Nuova Cooperazione Organizzata, dal Ministero dell’Agricoltura dell’Albania, da INAC AlbaniaACW, KASH Albania.

Agricoltura sociale | Cos’è, qual è la legge, qual è il suo futuro

Dotare l’Italia nell’anno di Expo di una legge sull’agricoltura sociale non è solo una buona notizia, è una grande opportunità e il riconoscimento del lavoro che migliaia di esperienze portano avanti ogni giorno sui territori“. A pronunciare questa frase è stato il Ministro Maurizio Martina, nel 2015, anno appunto di Expo.

Tutta l’Italia già si proiettava verso l’orizzonte dell’agricoltura sociale, con il piglio del “fare” oltre che del “progettare”. Si tratta di uno strumento di riabilitazione ed inclusione, e dunque non soltanto di una opportunità economica. Un provvedimento, quello attraverso il quale è stata approvata la legge sull’agricoltura sociale, con cui è stato rimessa al centro la tutela della persona e della sua dignità, creando una sinergia virtuosa tra obiettivi economici e responsabilità sociale. Allo stesso tempo si sono rafforzate le opportunità di crescita della multifunzionalità delle aziende agricole, contribuendo allo sviluppo sostenibile dei nostri territori.

Nell’ambito dell’agricoltura sociale rientrano una serie di attività che prevedono: l‘inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale; prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura; prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione delle piante; iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche.

Le Regioni, nell’ambito dei Piani di Sviluppo Rurale, possono promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell’agricoltura sociale. A loro volta le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono inserire come criteri di priorità per l’assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agroalimentari da operatori di agricoltura sociale. I Comuni prevedono poi specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche. Gli enti pubblici territoriali prevedono criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell’ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli. Ancora gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell’agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata;

Da quella legge tanto è stato fatto. E si va avanti in questi mesi, grazie all’istituzione dell’Osservatorio sull’agricoltura sociale, nominato con decreto del Mipaaf. Un organo chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale. Esso assume funzioni di monitoraggio, iniziativa finalizzata al coordinamento delle iniziative a fini di coordinamento con le politiche rurali e comunicazione.

La Semente a “Con i piedi per terra” su Telesanterno

Umbria terra di eccellenze con l’economia agricola punta di diamante dello sviluppo della regione. Un modello di cui ha parlato anche la trasmissione di Telesanterno, “Con i piedi per terra“, in visita ad Agriumbria. La trasmissione ha fatto tappa anche a La Semente, per scoprire come l’agricoltura sociale sia realmente il futuro del primo e del terzo settore.

Partiti nel 2011, come centro diurno semiresidenziale, oggi La Semente ha creato una cooperativa agricola sociale, utile alla produzione biologica e all’impiego di lavoratori svantaggiati. L’approccio cognitivo-comportamentale usato a La Semente viene da lontano, dagli Stati Uniti d’America, ma ben si adatta al panorama umbro. Laboratori, sala, orto, back-office, la simulazione di stanze di una struttura ricettiva alberghiera: questi alcuni dei progetti del centro diurno, che vanno di pari passo con lo spin off della fattoria sociale e dell’agriturismo che sta per nascere.

In questo quadro, l’approccio sistemico al territorio, il rapporto con le istituzioni, la ricerca, la crescita del gruppo di acquisto solidale, la creazione di un hub rurale e il marketing sociale costituiscono la diversificazione del nostro progetto, un trait d’union fondamentale tra la cooperazione, l’imprenditorialità e il sistema socio-sanitario.

Trovate qui tutti i riferimenti per guardare la puntata —> http://bit.ly/2l7uArA

La trasmissione è già andata in onda in prima visione tv sabato 11 febbraio alle 12.30 su Telesanterno (canale 18 del digitale terrestre dell’Emilia-Romagna) in replica martedì 14 febbraio alle ore 21. Su Telesanterno 2 (canale 186 in Emilia-Romagna e 288 in Veneto) sarà inoltre trasmessa giovedì 16 febbraio alle ore 20. Diffusione nazionale sul circuito Odeon domenica 19 febbraio alle ore 20.00.

Agricoltura sociale, La Semente è best practice in Italia | I dati e la mappa degli operatori dell’agricoltura sociale

Un mondo difficile da circoscrivere e definire quello dell’agricoltura sociale: se ne è parlato questa mattina a Roma, all’Hotel Palatino di Corso Cavour, durante il convegno “Partecipazione, appartenenza e comunità. Percorsi di agricoltura Sociale”, organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dal Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), l’Inapp e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Al Convegno sono intervenuti, tra gli altri, Emilio Gatto, Direttore Generale dello Sviluppo Rurale, Massimiliano Deidda, Responsabile Struttura Inclusione Inapp, Francesca Giarè (Crea-PB), Daniela Pavoncello (Inapp), Sabrina Bonomi, Economista della Scuola di Economia Civile, la professoressa dell’Universitàdegli Studi di Perugia, Bianca Torquati. Presenti anche operatori sociali del terzo settore e dei servizi socio-sanitari, imprenditori, organizzazione del volontariato, le istituzioni scolastiche. convegno-roma-agricoltura-sociale-0000

La Semente è stata selezionata come una delle 5 best practices in Italia, distintasi anche per progettualità e per l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati. L’agricoltura sociale infatti rappresenta un’opportunità per favorire la cittadinanza attiva di persone che spesso si trovano (per difficoltà fisiche o psichiche, condizioni di disagio, dipendenza, detenzione o altro) a vivere in condizioni di marginalità.

Necessario a riguardo fare il punto sulle pratiche di agricoltura sociale: sono stati infatti presentati i risultati di una ricerca realizzata nel corso del 2016 dal Crea, nell’ambito delle attività della Rete Rurale nazionale, e dall’Inapp, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità istituito presso il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali. Anche La Semente ha fatto parte del campione statistico per il rilevamento dei dati scientifici, che hanno fornito un quadro utile ad allargare la base di conoscenza per fornire nuove risposte agli operatori del settore, oltre alla fotografia di un mondo variegato e complesso. convegno-roma-agricoltura-sociale-0004

Su un database di circa 1.200 operatori di Agricoltura Sociale, è stato rilevato che le aziende agricole che svolgono attività di agricoltura sociale sono maggiormente presenti in Toscana e Sicilia. Su 1090 operatori, inoltre, è stato possibile definire con esattezza la collocazione sul territorio nazionale: risultano distribuiti su oltre 800 comuni. In 556 comuni sono presenti fino a 3 realtà, in 61 da 3 a 5, in 19 da 5 a 10 operatori e solo su 4 comuni sono presenti più di 10 realtà di agricoltura sociale.

Il 18 agosto 2015 inoltre è stata emanata la legge nazionale n. 141 contenente le “Disposizioni in materia di agricoltura sociale”. La Legge promuove l’agricoltura sociale, quale aspetto della multifunzionalità delle imprese agricole finalizzato allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo, allo scopo di facilitare l’accesso adeguato e uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone rurali e svantaggiate.  convegno-roma-agricoltura-sociale-0003

Complessivamente, la superficie interessata dall’agricoltura sociale è pari a quasi 6.000, il 6% di questo è costituito da superfici confiscate alle mafie. Inoltre, il terzo settore è la forma più presente nelle aziende con meno di 4mila euro di fatturato, le società di persone o di capitali tra quelle con fatturato tra 25 e 100mila euro, mentre le aziende individuali prevalgono nel segmento 25-50mila euro.

La Semente sul Treno Verde di Legambiente

La Semente sarà presente, tra gli ambasciatori del territorio Umbro, alla fermata che il Treno Verde di Legambiente farà a Perugia dal 19 al 21 marzo 2015.
Un’edizione speciale quella di quest’anno che racconterà l’agricoltura e l’alimentare italiano nel suo viaggio iniziato da Caltanissetta il 18 febbraio per snodarsi in quindici tappe e concludersi l’11 aprile a Milano.
Lo slogan del Treno verde 2015 è “tornare alla terra per seminare futuro” e racconterà le migliori esperienze dell’agricoltura italiana di qualità. Sarà un viaggio tra i territori, le loro eccellenze e il ruolo che sono chiamati a svolgere. Un’agricoltura che può e deve giocare un ruolo chiave nella lotta al consumo di suolo, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, nel rilancio dell’economia del Paese e nello sviluppo di un’economia verde che crei nuova occupazione.
Il treno aprirà i propri vagoni, dalle 08:30 alle 13:30, alle numerose scolaresche in visita e a seguire, fino alle 19:00, al pubblico che speriamo sia cospicuo. A bordo del treno sarà possibile degustare un’ampia varietà di prodotti tipici umbri, ammirare i tanti showcooking in programma e sottoscrivere il Manifesto della nuova Agricoltura di Legambiente.

 La Semente è il miglior carburante per far andare lontano questo treno e le sue proposte !

La Semente a Fa’ la cosa giusta ! Milano 13-15 marzo 2015

Dopo aver partecipato alla prima edizione di Fa’ la cosa giusta ! Umbria, La Semente sarà presente alla dodicesima edizione di Fa’ la cosa giusta !, a Milano dal 13 al 15 marzo 2015.
La fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si terrà, come di consueto, negli storici padiglioni di fieramilanocity.
Il Programma Culturale punta a trasformare la Fiera in un luogo di incontro, scambio e condivisione, una piccola città nella città, con i “quartieri”, le “vie” e le “piazze”, che verranno animati da tantissime attività: laboratori, workshop, incontri, corsi di cucina, percorsi sensoriali, dedicati a grandi e piccini.
La Semente porterà tutto il suo entusiasmo, la forza e la bontà del suo progetto, certi di fare la cosa giusta e di trovare tanti nuovi sostenitori !
Saremo presenti all’interno del Padiglione 4, insieme alle altre realtà umbre.

Avanti frutta !

Il frutteto biologico de La Semente, che già contava 71 piante, da oggi cresce.
Grazie alla donazione dei Soci Coop sezione Francigena, da sempre vicini alle nostre attività e importanti sostenitori dei nostri progetti, abbiamo piantato 100 piante di frutti antichi che vanno ad aggiugersi alle precedenti..

Una delegazione dei Soci Coop, capitanata dalla loro Presidente Anna Mastrobuono, ha consegnato le piante e ha seguito parte dei lavori, dimostrando ancor di più il loro affetto e sostegno per La Semente.

 La Presidente dell’Angsa Umbria Onlus con la delegazione dei Soci Coop sezione Francigena.

Ecco le specie e relative varietà che abbiamo piantato :

  • Malus domestica (melo) : Fiorentina, Francesca, Limoncello, Panaia, Sona e Zucchina.
  • Pyrus communis (pero) : Briaca, Moscatella, Garofina, Brutta e buona, Di Santa Maria, Cannella, Di burro e Del curato.
  • Prunus domestica (susino) : Scoscia monaca e Regina Claudia gialla.
  • Prunus persica (pesco) : Della vigna bianca e Sanguinella.
  • Ficus carica (fico) : Dottato e Verdino.
  • Prunus avium (ciliegio) : Corniola.
  • Cydonia oblonga (melo cotogno) : Melo cotogno.
  • Vitis vinifera (vite) : Delle vecchie, Pizzutello nero e Pizzutello bianco.

In più è stato predisposto un Vigneto Maritato. Un metodo storico utilizzato per far crescere le piante di vite utilizzando, al posto di supporti artificiali, alberi tipici della zona. In questo caso l’acero.
Ecco come sarà un giorno il nostro Vigneto Maritato :

Welcome to La Semente

Venerdì 14 novembre 2014 La Semente ha ospitato un gruppo di agricoltori biologici e imprenditori agricoli provenienti da diversi stati americani.
La delegazione è giunta nella nostra struttura grazie ad un progetto di AIAB Umbria partito nel 2007, che promuove tour organizzati per far conoscere le eccellenze bio della nostra regione.
Un’esperienza di condivisione e scambio di competenze che ci ha arricchito molto e che ci auguriamo possa ripetersi con tantissimi altri ospiti di tante altre nazioni, culture e stili di vita.

La giornata è iniziata con la visita all’interno del Centro Diurno, dove sono stati illustrati i metodi di lavoro utilizzati con gli ospiti del centro e i vari laboratori ergo terapici attivi.

Si è poi passati sul campo, dove è stata raccontata la nostra Fattoria Sociale, la nostra produzione di ortaggi coltivati con metodo biologico e la nostra attività di Agricoltura Sociale.
Infine è stato preparato un pranzo a base di nostri prodotti, consumato all’interno della palestra del Centro Diurno, dove a fine giornata si è avuto un bellissimo momento di conoscenza e condivisione.

La Semente ad “Altrocioccolato”

La Semente sarà presente alla 14° edizione di “Altrocioccolato”, in programma a Città di Castello (PG) il 10, 11 e 12 ottobre 2014. (qui troverete il programma della manifestazione : programma)

Una festa equa e sensibile che abbraccia tutto il mondo e che vedrà presenti rappresentanti di realtà Altre, dal Biologico all’Artigianato, dai Genuini Clandestini agli Artisti, dai Pasticcieri Equo e Solidali ai Cioccolatieri d’eccellenza italiani.

Ci troverete col nostro stand in Piazza Gabriotti, dove proporremo la nostra idea di equità e sostenibilità ed esporremo le nostre cassette di ortaggi, le uova e il miele. Tutto ovviamente Biologico!