Al Senato, con esperti e testimonianze momento di confronto sui disturbi intellettivi

“Abbiamo sempre sostenuto il grande valore dell’agricoltura come fonte primaria di vita e opportunità di sviluppo. L’amore per questo settore e la consapevolezza di quanto ci possa offrire, ci ha spinti a incentivare la diversificazione delle attività dell’impresa agricola, tra queste, a renderci particolarmente orgogliosi, le opportunità fornite dall’agricoltura sociale. Grazie all’impegno di molti attori è diventata una pratica innovativa, elemento caratterizzante il ruolo multifunzionale dell’agricoltura”. Con questa premessa Cinzia Pagni, presidente ASeS Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, la Ong di Cia-Agricoltori Italiani ha aperto il convegno “L’Agricoltura per l’inclusione sociale di persone con disabilità intellettiva” che si è tenuto a Roma, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.

Una mattinata di approfondimento, riflessione e confronto arricchita dalla presenza della neuropsichiatra infantile Paola Vizziello, di Daniela Pavoncello per l’INAPP e Giuliano Ciano per il FNAS. Presenti anche i referenti di quattro esperienze che già hanno attivato percorsi di agricoltura socialeCapodarco, Semente, Istituto Agazzi-Arezzo Rete “ALL in For All”, Cooperativa Pegaso Progetto RAES Azienda Agricola Olivart. Sono intervenuti Giuseppe L’Abbate, sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali e Susanna Cenni, vicepresidente Commissione Agricoltura della Camera. A chiudere l’iniziativa il presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino.

In Europa la disabilità riguarda una persona su seicirca 80 milioni di individui in totale, tra questi il tasso di povertà è superiore del 70% rispetto alla media, – anche a causa delle difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, – percentuali che aumentano oltre i 75 anni di etàIn Italia 750 mila persone sono iscritte al collocamento obbligatorio. Questi numeri, destinati ad aumentare di pari passo con l’invecchiamento demografico della popolazione, chiamano tutti, ognuno a seconda delle proprie capacità e possibilità, ad un profondo senso di responsabilità. E’ proprio in questo contesto che ASeS-Cia ha scelto di essere protagonista, a fianco di chi ha dimostrato di condividere questa visione di social-inclusive community, nella costruzione di progetti e azioni volte a migliorare la qualità della vita, partendo da nuovi principi di welfare di comunità.

Esperienze sul campo hanno dimostrato che l’agricoltura sociale è un laboratorio a cielo aperto e che le progettualità possono riguardare ambiti diversi, tutti però orientati all’obiettivo primario dello sviluppo di attività con utilità sociale. Utilizzando quell’insieme di opportunità che l’agricoltura offre, nascono e si sviluppano percorsi di equità e uguaglianza. Il settore primario offre, come verificato dai feedback dei progetti, un contesto unico, anche se non esclusivo, per fornire in collaborazione con cooperative sociali, associazioni, comuni e aziende sanitarie, servizi alle persone più deboli. Ecco allora che l’agricoltura sociale, ha dato vita a importanti percorsi.

L’evento tenutosi al Senato, è stato dunque un’occasione di incontro e confronto sui progetti di ASeS-Cia e sulle esperienze delle aziende agricole che hanno scelto l’inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità intellettive e questo, partendo anche dal prezioso contributo fornito dai giovani del Servizio Civile e dai percorsi di agricoltura sociale confederali in diversi territori. Di particolare interesse, infine, la presentazione dei progetti che partiranno a breve e che coinvolgo giovani diversamente abili e, ogni qualvolta possibile, anche le loro famiglie.

“Siamo fieri del lavoro che ASeS svolge valorizzando il ruolo sociale dell’agricoltura e mettendola a servizio delle persone più in difficoltà -è intervenuto Dino Scanavino, presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani. Il valore delle iniziative è tangibile nei tanti casi aziendali che vedono coinvolti gli agricoltori di Cia. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione anche delle istituzioni -ha concluso Scanavino- in particolare nelle aree del Paese più periferiche, dove i servizi scarseggiano e l’agricoltura diventa unico baluardo d’inclusione”.

ASPA BASTIA per LA SEMENTE 5° Edizione RURALISSIMA – CORSA CAMPESTRE “CROSS COUNTRY for AUTISM”

Aria pura, paesaggi bucolici, natura incontaminata e cibo sano: sono gli ingredienti per la quinta edizione della Ruralissima, la corsa campestre che si correrà nelle campagne de La Semente, a Limiti di Spello, il prossimo 1 giugno.

La Ruralissima ‘sfrutta’ le bellezze paesaggistiche e rurali della nostra campagna umbra e nasce con l’obiettivo di sostenere il progetto de La Semente, centro diurno, fattoria sociale e distretto rurale a Limiti di Spello che dal 2011 è impegnata, tra gli altri servizi, nell’inserimento lavorativo a vantaggio di ragazzi adulti autistici.

La Semente è inoltre spin-off di ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus, ed è dunque impegnata nel campo dell’agricoltura sociale. È infatti sui suoi 4 ettari di campi (dove insistono anche 150 piante di frutta antica umbra, 250 galline ovaiole e api che producono miele prevalentemente millefiori) che nascono le verdure bio coltivate in base alla stagionalità e compongono, una volta acquistate, le cassette del Gruppo di Acquisto Solidale. La Semente ha inoltre recentemente avviato l’attività di agriturismo, che racchiude l’esperienza di soggiornare in un luogo dalla natura incontaminata, il mangiar bene ed il possibile esercizio volontario in campo sociale e agricolo.

Si correrà quindi anche quest’anno: la Ruralissima in questo 2019 infatti è alla sua quinta edizione. La nobile causa del sostegno alle famiglie di persone affette da autismo fa sì che lo slogan della manifestazione sia “Cross country for Autism”.

L’evento podistico vede l’organizzazione tecnica di ASPA Bastia, il patrocinio di Coni Italia e di ENDAS, lo sponsor tecnico della Decathlon di Foligno, e il contributo di: Grafiche Diemme di Bastia Umbra, Caseificio Broccatelli, Siena Bevande, Foto Hispellum, P.A.I. Bambini di San Francesco Onlus e dell’Azienda il Divin Pensatore di Eleonora Siena.

La corsa si svolgerà all’interno della fattoria sociale La Semente, toccando le aree agricole circostanti, regalando ai tanti podisti che parteciperanno una esperienza fuori dal comune. L’evento avrà inizio alle ore 16.00 con il ritrovo dei partecipanti. I giovani e i giovanissimi gareggeranno alle 17.00, mentre per gli adulti il turno arriverà alle 19.00. La gara podistica si concluderà con la premiazione.

A seguire cena bio in agriturismo a la Semente: un momento conviviale aperto a chi vorrà condividere con tutti i partecipanti e gli organizzatori una giornata all’insegna di solidarietà, sport, salute e condivisione.

È possibile inviare le proprie iscrizioni per partecipare a: info@aspabastia.it   info@lasemente.it o contattando i numeri 393/8386622 – 0742/302033.

Il progetto Farmid arriva a La Semente

La CIA Agricoltori Italiani Umbria ha ospitato nei giorni 11 e 12 aprile il terzo meeting del progetto FARMID //www.farmid.bc-naklo.si/ dedicato all’inserimento formativo nei settori agricolo ed agroalimentare di persone con disabilità mentale lieve.
La giornata dell’11 è stata dedicata a discutere e verificare i risultati delle interviste sui fabbisogni formativi e sulle esperienze di agricoltura sociale nei Paesi partecipanti, ad esaminare i materiali raccolti, a tracciare le linee di sviluppo dei Moduli formativi ripartiti fra i partner ed a  condividere gli strumenti interattivi, quali filmati, quiz, animazioni e giochi, che integreranno i testi del corso.
La giornata del 12 è stata dedicata alla visita sul campo organizzata da CIA Umbria presso la cooperativa sociale La Semente, gestita dall’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, ANGSA, che è stata individuata come uno dei casi di studio.
La struttura, ricevuta in comodato d’uso dalla Regione Umbria, ed adattata dall’ANGSA, è stata visitata dai partecipanti al meeting in tutte le sue articolazioni: il centro diurno con i suoi laboratori e sale di attività e relax, in cui vengono ospitate nelle ore diurne dal lunedì al sabato 12 persone con sindrome dello spettro autistico coadiuvate da 8 tutor; le serre ed i campi coltivati con metodo biologico per la formazione, la produzione, l’uso in agriturismo e la vendita; gli animali allevati a scopi terapeutici e produttivi (miele, uova, latte, lana); l’agriturismo con ristorante e sette camere, di recente ristrutturazione ed aperto all’ospitalità dalla primavera scorsa.
Sono anche state illustrate le attività di rete sociale con altri soggetti imprenditoriali ed istituzionali allo scopo di potenziarne le opportunità sinergiche nel territorio.
Grande interesse e soddisfazione per la visita è stata espressa da tutti i partecipanti anche intravedendo opportunità per realizzare una rete di eccellenze dell’agricoltura sociale in Europa.

La Semente in Galles per il progetto “Design, Do and Lean it”

Continua l’esperienza del progetto Erasmus+ “Design, do and lean it”, che vede La Semente in prima linea, insieme agli altri partner, impegnata nella creazione di nuovi modelli di business grazie al Design Thinking, passando dal Business Model Canvas al LEAN Canvas.

Dopo i primi incontri, che ci hanno visto anche in Finlandia e Belgio, oltre che in Umbria ospiti del nostro agriturismo e fattoria sociale, questa settimana è stata la volta del Galles. Durante questa tappa, il gruppo di lavoro ha creato il guide book, una guida all’uso del volume che raccoglierà le esperienze, le expertise dei partner coinvolti, lo sviluppo e l’innovazione apportata, e che verrà pubblicato al termine del progetto come outcome.

All’interno del testo il team de La Semente si è occupato di tracciare le linee teoriche e pratiche di introduzione del nuovo tool “Experiment Canvas“, nato all’interno della macroarea tematica del service design. Una parte fondamentale del lavoro nella sua interezza, che inquadra la genesi e la metodologia del percorso tracciato per l’ideazione di nuovi strumenti di prototipazione.  Si tratta, nello specifico, di una nuova prospettiva orientata verso il cliente, che indirizza così le funzionalità e la forma dei servizi.

Nella programmazione, vengono utilizzati due aspetti procedurali: il visual thinking, una tecnica che ci permette di organizzare pensieri, idee e concetti, così come di apprendere meglio, attraverso le immagini; e il co-design, un approccio che coinvolge un gruppo di stakeholder nella fase di progettazione del concept.

Tra gli elementi innovativi utilizzati, compare la Customer (o user) Journey map, un ‘interpretazione grafica costruita grazie alla condivisione con il team e con i committenti del progetto in un percorso a step; e la Mappa dell’Empatia, che agevola la comprensione profonda dei bisogni e delle necessità del cliente.

Attraverso il nuovo modello si parte dunque dalla definizione del problema, analizzato questa volta da prospettive diverse. Il problema stesso si generalizza, si divide, si mettono in discussione le ipotesi, si usano in modo efficace i costrutti linguistici. A seguire, si trova la cosiddetta “generazione delle idee”, ossia una serie di strumenti per le fasi di ideazione delle possibili strade risolutive. Infine si passa alla prototipazione, un insieme di espedienti finalizzati alla consegna e all’implementazione delle risoluzioni ideate.

Vi ricordiamo inoltre che tra i partner del progetto “Design, Do and Lean it” compaiono, insieme a La Semente di Limiti di Spello, anche: AIAB Umbria con MicroCosmo di Valle Lupina; dalla Spagna lo Ies Felipe de Borbon e l’Universidad de AlmeríaPohjois-Karjalan koulutuskuntayhtymä PKKY e Aspa Palvelut Oy dalla FinlandiaVrij katholiek onderwijs opwijk dal Belgio, il Coleg Gwent dal Galles. Una cabina di regia importante, all’interno della quale i vari partner entrano di diritto grazie alle lore esperienze e best practices.

Inclusione sociale e lavoro. Inclusive Mindset e la collaborazione con LinkedIn

Inclusive Mindset è il programma di formazione che opera per l’inclusione lavorativa di persone appartenenti a categorie svantaggiate nell’inserimento nel mondo del lavoro. Si è ora reso protagonista di una nuova collaborazione con LinkedIn.

Un’iniziativa importante che persegue quanto tracciato da realtà come La Semente, cooperativa agricola sociale a Limiti di Spello (Perugia) Umbria, da sempre impegnata, all’interno della sua fattoria sociale e grazie alla struttura del centro diurno gestita da ANGSA Umbria, nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, in particolare di soggetti autistici.

Nato a Milano, a cura della Fondazione Sodalitas, della Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e di Interaction Farm, il programma di formazione Inclusive Mindset, che opera per l’inclusione lavorativa di persone appartenenti a categorie svantaggiate nell’inserimento nel mondo del lavoro, ha coinvolto nel suo primo anno di vita oltre 1.200 persone in colloqui di lavoro e in attività formative e più di 7.000 persone attraverso la propria piattaforma web.

Una nuova prestigiosa collaborazione è ora stata avviata con LinkedIn, il noto servizio web di rete sociale, impiegato principalmente nello sviluppo di contatti professionali e nella diffusione di contenuti specifici relativi al mercato del lavoro.
Un primo frutto concreto di tale collaborazione si avrà nel pomeriggio di venerdì 15 febbraio a Milano, presso la sede di LinkedIn Italia (ore 17), con un workshop sul’occupabilità (Employability) delle persone con disabilità, centrato in particolare sul Personal Branding (la propria “cifra personale”) e sull’utilizzo dei social network, con l’opportunità di impararlo direttamente da chi si colloca tra le principali autorità in materia.

«Sarà un momento di condivisione informale – spiegano da Inclusive Mindset – rivolto a persone con disabilità che sono alla ricerca di lavoro o di nuove opportunità professionali, finalizzato a facilitarne la ricerca attiva di un’occupazione e a valorizzarne le competenze».

“Open Farms”, La Semente a Terni per la giornata studio sui disturbi dello spettro autistico

Si è tenuta giovedì 24 gennaio alle 8,30 presso l’Archivio di Stato di Terni, a palazzo Mazzancolli, la giornata di studi sui disturbi dello spettro autistico dal titolo “Open Farms”. Anche La Semente ha preso parte alla giornata, con l’intervento di Andrea Tittarelli, Direttore Generale di ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus e amministratore de La Semente, di cui si è parlato come best practice e modello, da centro diurno, a fattoria sociale e distretto rurale.

Open Farms”, dunque, è stata una giornata studio dedicata alle possibilità offerte dall’Agricoltura Sociale per la promozione di progetti innovativi dedicati alle persone con disturbi dello Spettro autistico, creata  su iniziativa di CoopSociale ACTL, Cooperativa Sociale Agricola Terre Umbre, Legambiente, Angsa e USL Umbria 2. A “OpenFarms – L’Agricoltura sociale: un modello innovativo di intervento per persone con disturbi dello Spettro autistico” hanno partecipato esperti del settore: la giornata è stata infatti aperta da Sandro Corsi – Presidente di CoopSociale ACTL – e da Paola Carnevali Valentini – Presidente Associazione ANGSA Umbria. Il professor Saverio Senni (Dipartimento DAFNE, Università della Tuscia) ha poi moderato gli interventi successivi.

Ha aperto i lavori la dottoressa Antonia Tamantini, Direttrice Dipartimento Salute Mentale USL Umbria 2, la quale ha presentato il progetto Andromeda, la promozione di un progetto di vita per le persone con Disturbi dello Spettro Autistico. A seguire sono intervenuti Augusto Pasini, Responsabile Servizi di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza Azienda USL Umbria 2; Fabio Comunello – Psicologo, Psicoterapeuta, fondatore della BioFattoria Conca d’Oro (Bassano del Grappa); Andrea Tittarelli – Direttore Generale Angsa Umbria Onlus, Biancamaria Torquati – Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali e l’agronoma Francesca Durastanti.

L’obiettivo della giornata è stato quello di aprire uno spazio di confronto, a partire dalle necessità del territorio ternano, per illustrare percorsi e modelli che coniugano l’agricoltura con la costruzione di progetti volti alle persone con disturbi dello spettro autistico.

Autismo e biologia | L’attività fisica fa bene

Pubblichiamo l’articolo di Daniela Mariani Cerati

E’ noto da tempo che l’attività fisica fa bene alla salute. Contrasta l’obesità e le malattie metaboliche e protegge dalle malattie cardiovascolari, tanto che oggi molti medici la prescrivono già nella ricetta medica.

Per le persone con autismo molti autori avevano notato benefici anche sull’apprendimento, sulle stereotipie, sull’aggressività e sulle  funzioni socioemotive.
Toscano e colleghi hanno voluto dimostrarlo con la metodologia della  sperimentazione randomizzata controllata e hanno pubblicato i dati  nell’articolo Percept Mot Skills. 2018 Feb;125(1):126-146. doi:  10.1177/0031512517743823. Epub 2017 Dec 9. Exercise Effects for Children With Autism Spectrum Disorder: Metabolic  Health, Autistic Traits, and Quality of Life. Toscano CVA, Carvalho HM, Ferreira JP.

//www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29226773

Essi hanno esaminato gli effetti di un intervento durato 48 settimane,  oltre che sul peso corporeo e sul profilo metabolico, anche sui sintomi  propri dell’autismo e sulla qualità della vita dei bambini come  percepita dai genitori.

Hanno reclutato 90 bambini dai 6 ai 12 anni, tra cui 8 femmine, da un  centro per l’autismo del Brasile, località Maceio´/Alagoas.
I partecipanti sono stati randomizzati in rapporto 3 : 1 in due gruppi:  67 nel gruppo di intervento e 23 nel gruppo di controllo. Il campione finale era composto da 46 e 18 bambini rispettivamente nel  gruppo sperimentale e nel gruppo di controllo

Il gruppo sperimentale aveva un programma di attività ginniche di 48  settimane con due sessioni settimanali, ciascuna di 40 minuti Le sessioni di ginnastica avevano il seguente programma: 5 minuti di fase preparatoria, 30 minuti di esercizi ginnici veri e propri, 5 minuti di ritorno alla calma durante i quali i genitori praticavano un leggero massaggio sulla schiena dei bambini.

Il gruppo sperimentale, alla fine delle 48 settimane, mostrava  miglioramenti nei sintomi di autismo, in particolare nei comportamenti  ripetitivi e stereotipati e nella qualità della vita percepita dai  genitori.
Gli autori hanno esaminato anche i cambiamenti positivi dei parametri  metabolici, ma questo non ci pare molto originale, in quanto é  ampiamente dimostrato che l’attività fisica contrasta l’obesità e  migliora i parametri metabolici e non si capisce perché nelle persone  con autismo questo dovrebbe essere diverso. Mi sembra più interessante il fatto di avere documentato quantitativamente e con un gruppo di  controllo il miglioramento comportamentale.

Se quindi c’erano già dei validi motivi per mettere nel programma di vita delle persone con autismo una costante attività fisica, ora ce n’é uno in più. Naturalmente non dobbiamo copiare alla lettera ciò che é stato fatto nella sperimentazione. Camminate, corse, salti, nuotate, arrampicate, giri in bicicletta vanno tutti bene, tenendo in debito  conto i gusti e le competenze di ciascuno, perché, anche se di medicina si tratta, si deve trattare di una medicina piacevole e non della medicina amara di collodiana memoria.

Anche a La Semente, centro diurno a Limiti di Spello per giovani e adulti gestito da Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus, si fa sport. Ogni mattina si procede al risveglio muscolare, alla conoscenza del proprio corpo e degli spazi. Ne avevamo anche parlato in questo articolo: Krav Maga e Autismo.

Armonizzare i movimenti per imparare a socializzare è dunque importante.

Design, do and lean it | La Semente presenta il progetto in un libro

L’esperienza del progetto Erasmus+ “Design, do and lean it”, dopo mesi di incontro e di lavoro del team internazionale in più parti d’Europa, tra cui La Semente a Limiti di Spello (Umbria), dà uno dei suoi risultati più importanti: la stesura di un libro che raccoglie le esperienze, le expertise dei partner coinvolti, lo sviluppo e l’innovazione apportata dal progetto stesso. A La Semente il compito di tracciare, all’interno del manuale output della ricerca, le linee teoriche e pratiche di introduzione del nuovo tool “Experiment Canvas“, nato all’interno della macroarea tematica del service design. Una parte fondamentale del lavoro nella sua interezza, che inquadra la genesi e la metodologia del percorso tracciato per l’ideazione di nuovi strumenti di prototipazione.

Il service design è l’attività di pianificazione e organizzazione di personale, infrastrutture, artefatti comunicativi e materiali di un servizio, con lo scopo di migliorarne l’esperienza in termini di qualità ed interazione tra il fornitore del servizio stesso e il consumatore finale”, si legge nell’introduzione di Andrea Tittarelli, direttore del centro diurno La Semente, gestito da ANGSA Umbria, membro del team. Si tratta, dunque, di una nuova prospettiva orientata verso il cliente, che indirizza così le funzionalità e la forma dei servizi.

Nella programmazione, vengono utilizzati due aspetti procedurali: il visual thinking, una tecnica che ci permette di organizzare pensieri, idee e concetti, così come di apprendere meglio, attraverso le immagini; e il co-design, un approccio che coinvolge un gruppo di stakeholder nella fase di progettazione del concept.

Tra gli elementi innovativi utilizzati, compare la Customer (o user) Journey map, un ‘interpretazione grafica costruita grazie alla condivisione con il team e con i committenti del progetto in un percorso a step; e la Mappa dell’Empatia, che agevola la comprensione profonda dei bisogni e delle necessità del cliente. Perché come direbbe Einstein, il mondo avrebbe passato “55 minuti a definire il problema e soltanto cinque minuti a trovare la soluzione”. Ed è proprio su questo spirito che tutto il progetto del “Design, do and lean it” si è basato.

Attraverso il nuovo modello si parte dunque dalla definizione del problema, analizzato questa volta da prospettive diverse. Il problema stesso si generalizza, si divide, si mettono in discussione le ipotesi, si usano in modo efficace i costrutti linguistici. A seguire, si trova la cosiddetta “generazione delle idee”, ossia una serie di strumenti per le fasi di ideazione delle possibili strade risolutive. Infine si passa alla prototipazione, un insieme di espedienti finalizzati alla consegna e all’implementazione delle risoluzioni ideate.

Vi forniremo presto le indicazioni sulla pubblicazione del testo, sulla sua possibile fruizione e sui futuri step di utilizzo.

Ricordiamo inoltre che tra i partner del progetto “Design, Do and Lean it” compaiono, insieme a La Semente di Limiti di Spello, anche: AIAB Umbria con MicroCosmo di Valle Lupina; dalla Spagna lo Ies Felipe de Borbon e l’Universidad de AlmeríaPohjois-Karjalan koulutuskuntayhtymä PKKY e Aspa Palvelut Oy dalla FinlandiaVrij katholiek onderwijs opwijk dal Belgio, il Coleg Gwent dal Galles. Una cabina di regia importante, all’interno della quale i vari partner entrano di diritto grazie alle lore esperienze e best practices.

Articolo correlato: “Design, Do and Lean It”. Nuovi modelli di business di impresa pensando all’Europa

Open Day, Open Night | Il catering de La Semente all’evento delle scuole

Insieme al solito “open day”, attraverso il quale ogni scuola promuove le proprie potenzialità ai possibili iscritti, l’Istituto Comprensivo Foligno 2 offre alla cittadinanza la prima “Open Night”, evento che prende le forme dalla vision di una scuola sempre maggiormente aperta, inclusiva, innovativa e flessibile. Anche la cooperativa agricola sociale La Semente parteciperà all’evento, con i prodotti della fattoria sociale e il suo prelibato catering.
Nei suggestivi spazi di Palazzo Barnabò, venerdì 14 dicembre a partire dalle 20, artisti professionisti nel campo della musica e del teatro si alterneranno per offrire performances che spaziano dal repertorio per coro di Verdi alle suggestioni della musica argentina, dalla musica da camera ottocentesca a installazioni di musica contemporanea, dal Natale di Pirandello alla celebrazione del viaggio fino alle esposizioni d’arte pittorica che adorneranno gli eleganti corridoi del Barnabò. Interverranno l’Accademia Perusina, coro umbro che porterà sul palco più di 20 elementi, il compositore Antonio Diotallevi con le sue installazioni, la flautista Cristina Palomba, il pianista Fabio Berellini, le pittrici Elfrida Gubbini e Santa Baldoni e gli attori Sabina Antonelli e Pino Menzolini. Il tutto introdotto dall’apericena bio curato dalla cooperativa agricola sociale di Limiti di Spello, La Semente, e servito dai ragazzi del centro diurno gestito dall’Associazione Angsa Umbria Onlus, dedita al sostegno delle famiglie di ragazzi e bambini con sindrome dello spettro autistico.
L’evento intende far emergere le connotazioni distintive della vision della scuola: aperta non solo in senso figurato, ma anche e soprattutto nell’incontro con i ragazzi e la cittadinanza, attraverso la realizzazione non solo di percorsi didattici di qualità, ma anche di progetti extrascolastici in grado di offrire risorse alle esigenze di tutta la cornice sociale per la quale si consolida come importante riferimento; già da ora l’offerta formativa delle otto scuole afferenti all’Istituto è ampia a tal punto da offrire continui appuntamenti pomeridiani per bambini e adulti, anche attraverso corsi ed eventi realizzati con il contributo dell’Unione Europea. Una scuola che pone sempre al centro l’individuo e si propone di coglierne e valorizzarne al massimo le potenzialità e le peculiarità: questo è espresso in maniera perfetta anche nel nuovo logo dell’Istituto, realizzato dagli studenti di Grafica Pubblicitaria dell’Orfini, che verrà presentato in occasione dell’Open Day, in programma dalle 16 sempre a Palazzo Barnabò, che precede l’Open Night delle 20. Una manifestazione ricca attraverso la quale la scuola si racconta, immersa nella cultura che prende forma.

Agricoltura sociale: un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità

L’agricoltura sociale continua a rappresentare un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità. Lo scorso 30 ottobre è stata presentata, a Roma presso la Sala Auditorium INAPP di Roma, sull’argomento una pubblicazione, curata da Daniela Pavoncello dell’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), nel corso di un convegno a cui hanno partecipato tra gli altri i sottosegretari del Governo Vincenzo Zoccano e Alessandra Pesce e i Presidenti delle Federazioni FISH e FAND Vincenzo Falabella e Franco Bettoni.

Si tratta di un ampio approfondimento curato da Silvia Cutrera e dedicato alla ricerca di Daniela Pavoncello intitolata “Agricoltura sociale: un laboratorio di inclusione per le persone con disabilità”, pubblicata dall’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la collaborazione del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria). La ricerca raccoglie i risultati del rapporto “Farming for Health”: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità.
L’incontro è stato rivolto a tutti gli attori coinvolti, a vario titolo, nello sviluppo di politiche e interventi volti a garantire pari opportunità e diritto ad una cittadinanza attiva. In tal senso, la partecipazione di autorevoli portatori d’interesse ha consentito certamente di sviluppare una profonda riflessione sul valore e sul significato dell’agricoltura sociale come pratica di un nuovo modello di welfare.

Il convegno è stato ripartito in due sessioni, la prima delle quali – dedicata al tema La governance istituzionale per lo sviluppo di un welfare generativo di comunità – è stata moderata da Stefano Sacchi, presidente dell’INAPP. Ne hanno discusso Vincenzo Zoccano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con deleghe a Famiglia e Disabilità e Alessandra Pesce, sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
La seconda sessione, invece, ha avuto come focus le opportunità di crescita e valorizzazione dello sviluppo locale attraverso le pratiche di agricoltura sociale. A moderare i lavori Ilaria Signoriello del Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale. Presenti Daniela Pavoncello, ricercatrice dell’INAPP, Andrea Canevaro dell’Università di Bologna, Francesca Giarè del CREA, Saverio Senni dell’Università della Tuscia, Aurelio Ferrazza dell’Aienda Aagricola Casale di Martignano – Rete Fattorie Sociali, Marco Livia delle ACLI Nazionali, Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e Franco Bettoni, presidente nazionale della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).
Le conclusioni sono state affidate ad Anna Grimaldi dell’INAPP.

A Palazzo Donini, ANGSA Umbria presenta lo studio sul centro diurno La Semente

Il convegno “La valutazione dell’impatto sociale nella riforma del Terzo Settore – Il caso La Semente” si terrà il 24 settembre, a partire dalle ore 10.

Cosa sarebbe accaduto se La Semente, centro diurno semiresidenziale gestito da ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus e situato a Limiti di Spello, non fosse esistito? E’ da questa domanda che ha mosso i primi passi la ricerca di Emili Abbate, tirocinante di ANGSA Umbria dal master MEMIS (Human Foundation e Università di Roma Tor Vergata). La Semente è stata dunque sotto la lente di ingrandimento per diversi mesi, come best practice e caso di studio, per l’analisi dell’impatto sociale del lavoro di ANGSA Umbria, finalizzato al sostegno di ragazzi autistici e delle loro famiglie.

I risultati dello studio verranno consegnati alla cittadinanza e alla comunità scientifica e istituzionale durante un evento pubblico, che si terrà il 24 settembre, a partire dalle ore 10, in Sala Fiume, all’interno di Palazzo Donini, sede della Regione Umbria, a Perugia.

Aspetto saliente della ricerca è stato il coinvolgimento dei diversi stakeholder coinvolti nel processo sociale del centro diurno: genitori, famiglie, operatori specializzati, utenti, fino alle Asl. Interessante a riguardo comprendere l’apporto e il valore sociale garantito dall’esistenza de La Semente, grazie alla sua struttura immersa nel verde, ricca di accorgimenti utili alla migliore accoglienza dei ragazzi autistici, attenta non solo all’assistenza tout-court, ma anche all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo degli utenti. Nello specifico ha garantito un sostegno effettivo alle famiglie, che hanno beneficiato di un minore isolamento; agli utenti, assicurando loro maggiore autonomia e consapevolezza di se stessi, oltre ad una importante riduzione dei comportamenti problema. Gli operatori hanno a loro volta dimostrato grazie al costante coordinamento di struttura, una migliore gestione dello stress e una maggiore capacità di problem solving. Da non trascurare l’impatto sociale de La Semente sulle Asl regionali, che traggono beneficio da una migliore efficacia dei servizi.

Durante il convegno, dopo i saluti istituzionali della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e della presidente di ANGSA Umbria, Paola Carnevali Valentini, sarà la volta della presentazione della ricerca, a cura del professor Filippo Montesi (Head of Evaluation di Human Foundation, Docente del Master Memis, Dipartimento Economia Università Tor Vergata) e della restituzione tecnica a cura di Emili Abate, studentessa Master Memis e tirocinante de La Semente. A seguire, i feedback istituzionali assegnati alla  Dott.ssa Antonia Tamantini (Direttore Struttura Complessa SPDC, Usl Umbria 2), al Prof. Antonio Picciotti (Ricercatore di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Economia, Università degli Studi di Perugia), al Dr. Marco Grignani (Responsabile SC Salute Mentale Area Sud – Assisano, Media Valle del Tevere e Trasimeno, Usl Umbria 1) e al Dr. Carlo di Somma (Presidente Federsolidarietà-Confcooperative Umbria).

La ricerca è stata realizzata grazie alla collaborazione con il Master Memis, Human Foundation  l’Università di Roma Tor Vergata.

Autismo e immagini: come aiutare la comunicazione verbale

Aiutare le persone affette dal disturbo dello spettro autistico nella loro comunicazione resta un aspetto fondamentale. In base ad alcuni studi di neuropsichiatria infantile, una percentuale importante di bambini interessati da autismo non acquisiscono alcun tipo di linguaggio verbale. Altri invece riescono a padroneggiarlo, seppur siano utili alcuni accorgimenti in tal senso.
Ecco dunque l’importanza delle immagini e del loro utilizzo, utili anche come modalità alternative di comunicazione e per soddisfare bisogni immediati di interazione, oppure il contrario, ad allontanare o rifiutare qualcosa che in quel momento non è gradito e che causa disturbo. Tali processi seguono associazioni tra parole, concetti e sensazioni, magari provate in passato.

 

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“Ci sono da un lato soggetti che non hanno mai acquisito il linguaggio e non rispondono e non danno inizio ad alcuno scambio comunicativo, dall’altro soggetti che avviano continuamente conversazioni utilizzando un vocabolario ricco e formalmente appropriato, ma che non sono in grado di adeguare in modo flessibile la comunicazione al contesto interattivo, di mantenere la reciprocità e l’alternanza di turni nello scambio comunicativo e di interpretare correttamente tutti gli scambi comunicativi espressi dall’interlocutore” ( AJURIAGUERRA J. (DE), Manuale di psichiatria del bambino).
Per l’individuo autistico, acquisire e utilizzare strutture sintattiche e grammaticali corrette e comunemente note potrebbe rappresentare una criticità: è necessario l’intervento di altre forme di comunicazione, quindi non verbali, che aiutino il ragazzo a sviluppare e seguire, per quanto possibile, una logica e chiarezza nel linguaggio verbale.
L’utilizzo di foto, oggetti, immagini, simboli come ausili visivi risulta dunque fondamentale: una tecnica che utilizziamo anche all’interno del centro diurno La Semente: tramite l’uso di immagini, disegni e fotografie, gli operatori aiutano a instaurare un rapporto tra i ragazzi ospiti del centro diurno e il significato e significante delle cose. A ogni immagini corrisponde dunque un’azione, che può essere tradotta in linguaggio verbale.
Nello specifico, presso il centro diurno La Semente, utilizziamo le immagini con i nostri ragazzi per una duplice funzione: sia per costruire una sorta di agenda visiva della giornata, attraverso la quale prevedere le attività da eseguire con gli utenti; sia per aumentare la comunicazione tra questi ultimi e gli operatori, in particolare per i ragazzi che dispongono di minori capacità verbali e comunicative. Esempi concreti, in quest’ultimo caso, sono le immagini che riportano messaggi quali “stop”, “basta” o “avanti”, indicando le quali l’utente può comunicare con l’operatore dimostrandogli una sua intenzione o stato d’animo.
Il linguaggio per immagini non è certamente l’unico modo per contribuire al miglioramento della comunicazione verbale di un individuo autistico, ma è sicuramente un metodo immediato e chiaro.