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“Open Farms”, La Semente a Terni per la giornata studio sui disturbi dello spettro autistico

Si è tenuta giovedì 24 gennaio alle 8,30 presso l’Archivio di Stato di Terni, a palazzo Mazzancolli, la giornata di studi sui disturbi dello spettro autistico dal titolo “Open Farms”. Anche La Semente ha preso parte alla giornata, con l’intervento di Andrea Tittarelli, Direttore Generale di ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus e amministratore de La Semente, di cui si è parlato come best practice e modello, da centro diurno, a fattoria sociale e distretto rurale.

Open Farms”, dunque, è stata una giornata studio dedicata alle possibilità offerte dall’Agricoltura Sociale per la promozione di progetti innovativi dedicati alle persone con disturbi dello Spettro autistico, creata  su iniziativa di CoopSociale ACTL, Cooperativa Sociale Agricola Terre Umbre, Legambiente, Angsa e USL Umbria 2. A “OpenFarms – L’Agricoltura sociale: un modello innovativo di intervento per persone con disturbi dello Spettro autistico” hanno partecipato esperti del settore: la giornata è stata infatti aperta da Sandro Corsi – Presidente di CoopSociale ACTL – e da Paola Carnevali Valentini – Presidente Associazione ANGSA Umbria. Il professor Saverio Senni (Dipartimento DAFNE, Università della Tuscia) ha poi moderato gli interventi successivi.

Ha aperto i lavori la dottoressa Antonia Tamantini, Direttrice Dipartimento Salute Mentale USL Umbria 2, la quale ha presentato il progetto Andromeda, la promozione di un progetto di vita per le persone con Disturbi dello Spettro Autistico. A seguire sono intervenuti Augusto Pasini, Responsabile Servizi di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza Azienda USL Umbria 2; Fabio Comunello – Psicologo, Psicoterapeuta, fondatore della BioFattoria Conca d’Oro (Bassano del Grappa); Andrea Tittarelli – Direttore Generale Angsa Umbria Onlus, Biancamaria Torquati – Università degli Studi di Perugia – Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali e l’agronoma Francesca Durastanti.

L’obiettivo della giornata è stato quello di aprire uno spazio di confronto, a partire dalle necessità del territorio ternano, per illustrare percorsi e modelli che coniugano l’agricoltura con la costruzione di progetti volti alle persone con disturbi dello spettro autistico.

Autismo e biologia | L’attività fisica fa bene

Pubblichiamo l’articolo di Daniela Mariani Cerati

E’ noto da tempo che l’attività fisica fa bene alla salute. Contrasta l’obesità e le malattie metaboliche e protegge dalle malattie cardiovascolari, tanto che oggi molti medici la prescrivono già nella ricetta medica.

Per le persone con autismo molti autori avevano notato benefici anche sull’apprendimento, sulle stereotipie, sull’aggressività e sulle  funzioni socioemotive.
Toscano e colleghi hanno voluto dimostrarlo con la metodologia della  sperimentazione randomizzata controllata e hanno pubblicato i dati  nell’articolo Percept Mot Skills. 2018 Feb;125(1):126-146. doi:  10.1177/0031512517743823. Epub 2017 Dec 9. Exercise Effects for Children With Autism Spectrum Disorder: Metabolic  Health, Autistic Traits, and Quality of Life. Toscano CVA, Carvalho HM, Ferreira JP.

//www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29226773

Essi hanno esaminato gli effetti di un intervento durato 48 settimane,  oltre che sul peso corporeo e sul profilo metabolico, anche sui sintomi  propri dell’autismo e sulla qualità della vita dei bambini come  percepita dai genitori.

Hanno reclutato 90 bambini dai 6 ai 12 anni, tra cui 8 femmine, da un  centro per l’autismo del Brasile, località Maceio´/Alagoas.
I partecipanti sono stati randomizzati in rapporto 3 : 1 in due gruppi:  67 nel gruppo di intervento e 23 nel gruppo di controllo. Il campione finale era composto da 46 e 18 bambini rispettivamente nel  gruppo sperimentale e nel gruppo di controllo

Il gruppo sperimentale aveva un programma di attività ginniche di 48  settimane con due sessioni settimanali, ciascuna di 40 minuti Le sessioni di ginnastica avevano il seguente programma: 5 minuti di fase preparatoria, 30 minuti di esercizi ginnici veri e propri, 5 minuti di ritorno alla calma durante i quali i genitori praticavano un leggero massaggio sulla schiena dei bambini.

Il gruppo sperimentale, alla fine delle 48 settimane, mostrava  miglioramenti nei sintomi di autismo, in particolare nei comportamenti  ripetitivi e stereotipati e nella qualità della vita percepita dai  genitori.
Gli autori hanno esaminato anche i cambiamenti positivi dei parametri  metabolici, ma questo non ci pare molto originale, in quanto é  ampiamente dimostrato che l’attività fisica contrasta l’obesità e  migliora i parametri metabolici e non si capisce perché nelle persone  con autismo questo dovrebbe essere diverso. Mi sembra più interessante il fatto di avere documentato quantitativamente e con un gruppo di  controllo il miglioramento comportamentale.

Se quindi c’erano già dei validi motivi per mettere nel programma di vita delle persone con autismo una costante attività fisica, ora ce n’é uno in più. Naturalmente non dobbiamo copiare alla lettera ciò che é stato fatto nella sperimentazione. Camminate, corse, salti, nuotate, arrampicate, giri in bicicletta vanno tutti bene, tenendo in debito  conto i gusti e le competenze di ciascuno, perché, anche se di medicina si tratta, si deve trattare di una medicina piacevole e non della medicina amara di collodiana memoria.

Anche a La Semente, centro diurno a Limiti di Spello per giovani e adulti gestito da Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria Onlus, si fa sport. Ogni mattina si procede al risveglio muscolare, alla conoscenza del proprio corpo e degli spazi. Ne avevamo anche parlato in questo articolo: Krav Maga e Autismo.

Armonizzare i movimenti per imparare a socializzare è dunque importante.

Arteterapia e autismo: i laboratori de La Semente

Al centro diurno La Semente, l’arteterapia e l’autismo sono due mondi che si incontrano e si danno la mano per rendere migliore il cammino della persona nel corso della vita. I laboratori di arteterapia, organizzati grazie alla presenza di operatori specializzati, danno così la possibilità al ragazzo autistico di potersi esprimere anche artisticamente, di imparare nuove attività e di creare coordinazione grazie alla manualità.

Arteterapia e autismo: come convivono?

Arteterapia e autismo sono fortemente interconnessi. La prima, utile per tutti, grandi e piccini, è un tipo di terapia particolarmente adatta per quelle persone che presentano disturbi comportamentali e cognitivi. Si va così ad intervenire sull’area comunicativa, relazionale ed espressiva. L’arteterapia, con tutte le sue varianti e sfumature comunicative che prende in prestito dal magico mondo dell’arte in ogni sua espressione, aiuta dunque ad arricchire la comunicazione, in modo da andare a supporto della comunicazione classica verbale.

Autismo e arteterapia: note, colori, teatro

L’arte è vita, gioia, colori. Ognuno di noi percepisce una quadro, uno spettacolo, sente un suono in mille modi diversi. Così in modo ancora più particolare vengono percepite queste realtà dalle persone che soffrono di disturbi autistici. Può accadere che per loro un suono sia troppo forte, o al contrario che lo ricerchino sistematicamente; possono amare un colore e odiarne fortemente un altro; i movimenti spesso sono percepiti come degli scatti, la voce viene usata per gridare oppure completamente ignorata. La musicoterapia, la cromoterapia, la danza, il movimento del corpo sono tutti settori e campi di apprendimento e comunicazione da scoprire.

ASPA BASTIA per LA SEMENTE 4° Edizione RURALISSIMA. I risultati

Grande successo per la quarta edizione della corsa campestre Ruralissima – Cross Country for Autism, svoltasi ieri pomeriggio (16 giugno) a partire dalle ore 16 a La Semente: tanti gli atleti accorsi a Limiti di Spello, per una giornata di sport e cibo sano, a contatto con la natura incontaminata.

La Ruralissima, corsa da 6,5 chilometri, ‘sfrutta’ le bellezze paesaggistiche dell’Umbria e nasce con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore de La Semente, realtà innovativa, centro diurno, fattoria sociale e distretto rurale che dal 2011 è impegnata, tra gli altri servizi, nell’inserimento lavorativo a vantaggio di ragazzi adulti autistici.

Anche quest’anno, dunque, la quarta edizione della Ruralissima ha scelto la nobile causa del sostegno alle famiglie di persone affette da autismo, tanto che lo slogan della manifestazione è “Cross country for Autism”.

L’evento podistico ha visto l’organizzazione tecnica di ASPA Bastia, il patrocinio di Coni Italia e di ENDAS, lo sponsor tecnico della Decathlon di Foligno, e il contributo di: Grafiche Diemme di Bastia Umbra, Caseificio Broccatelli, Siena Bevande, Foto Hispellum, P.A.I. Bambini di San Francesco Onlus e dell’Azienda il Divin Pensatore di Eleonora Siena.

La corsa si è svolta all’interno della fattoria sociale La Semente, toccando le aree agricole circostanti, regalando ai tanti podisti un’esperienza fuori dal comune. L’evento ha avuto inizio alle ore 16.00 con il ritrovo dei partecipanti. I giovani e i giovanissimi hanno gareggiato alle 17.00, mentre per gli adulti il fischio d’inizio è scattato alle 19.00. A seguire, al termine della corsa campestre, la cena bio in agriturismo a La Semente ha fatto sì che atleti e amanti dello sport, dell’aria aperta e della natura incontaminata trovassero un momento conviviale per cenare con prodotti a km 0 coltivati e allevati direttamente in fattoria. Il tutto sempre all’insegna di solidarietà, sport, salute e condivisione.

Ecco i risultati della gara podistica, divisi per categoria maschile e femminile:

Classifica bambini:

1° Salustri Cristian (500 metri)

2° Lepri Davide (500 metri)

1° Baruli Matilde (250 metri)

2° Casini Andrea (250 metri)

Classifica assoluti Maschile:

1° Tacconi Carlo (T 24,42)

2° Bianconi Enrico (T 25,19)

3° Biagini Andrea (T 25,38)

Classifica assoluti Femminile:

1° Meniconi Maria Luisa (27,50)

2° Enriquez Irene (26,48)

3° Ambrogioni Federica (29,50)

 

Classifica adulti maschi:

 

  • Categoria SM 70/Oltre

1° Piccolo Cosimo Damiano

2° Picciafoco Giuseppe

 

  • Categoria SM65-65/69

1° Passeri Luciano

2° Esposito Fulvio

3° Guercini Bruno

4° Liberti Renzo

5° Pucciarini Renato

 

  • Categoria SM60-60/64

1° Pasqualini Fabrizio

2° Andreoli Carlo Alberto

 

  • Categoria SM55-55/59

1° Paradisi Renzo

2° Covarelli Mauro

3° Brizi Fabrizio

4° Cardaioli Danilo

5° Bottoloni Raffaele

 

  • Categoria SM50-50/54

1° Salustri Moreno

2° Goracci Marco

3° Gustinicchi Maurizio

4° Bracardi Paolo

 

  • Categoria SM 45-45/49

1° Bragetti Giampiero

2° Gonzales Rojas Alonso Ramiro

3° Berrettoni Alessandro

4° Gobbini Simone

5° Capannelli Antonello

 

  • Categoria SM40-40/44

1° Susta Federico

2° Romoli Marco

3° Saccoccini Marco

4° Mazzoni Michele

5° Panzeri Dario

 

  • Categoria SM 18/34

1° Evangelisti Elia

2° Baldoncini Sergio

3° Papa Simone

 

Classifica femminile adulte

 

  • Categoria SF45/Oltre

1° Marcantoni Laura

2° Piccioli Laura

 

  • Categoria SF40-40/44

1° Venturi Chiara

2° Enriquez Irene

 

  • Categoria SF35-35/39

1° Abbandoni Eleonora

2° Quesada Brayce Jacquel

Progetto Tablo, l’Europa a Spello in visita a “La Semente”

Mercoledì 14 febbraio, alle ore 10, presso il centro diurno semi-residenziale La Semente gestito da ANGSA Umbria Onlus, a Limiti di Spello, si è tenuta la visita da parte dei rappresentanti di 7 partner europei nell’ambito del progetto “Tablo”. La Semente si conferma infatti centro di eccellenza in Umbria nell’ambito della cura dell’autismo.

I rappresentanti hanno trascorso una settimana in Umbria, da lunedì 12 febbraio, presso il Centro Atlas dell’Associazione Sementera Onlus di Perugia.

Tale progetto, finanziato nell’ambito dell’Erasmus+, sta completando la realizzazione di uno strumento gratuito di e-learning che favorisca la conoscenza e la divulgazione di interventi a mediazione artistica a servizio di persone che soffrono di malattie croniche.

Simone Donnari del Centro Atlas è il responsabile del progetto, a cui l’associazione partecipa in forza della sua competenza ed esperienza ventennale nel campo delle terapie non verbali, dell’arteterapia e della innovazione tecnologica, insieme alla presidente Valentina Canonico e ad un team di 23 operatori.

Nel corso della visita i partner europei, guidati da rappresentanti del National Health System (NHS) Sistema Sanitario Inglese, visiteranno altre eccellenze umbre nell’ambito della cura e del trattamento di psicosi e autismo: le strutture della Asl Umbria2 di Foligno, l’Istituto Serafico di Assisi, il Centro Diurno La Semente di Spello, oltre a sperimentare le modalità innovative dei laboratori espressivi basati su arte e tecnologia presso il Centro Atlas (www.atlascentre.eu).

Al temine della visita, durante la quale la delegazione inglese ha avuto modo di conoscere anche le attività svolte all’interno della fattoria sociale La Semente, spin off di ANGSA Umbria Onlus, gli ospiti hanno potuto degustare le pietanze del pranzo preparate direttamente all’interno della cucina dell’agriturismo, con prodotti a km0 e coltivati anche nei 4 ettari di terreno a disposizione della cooperativa agricola sociale.

User Journey Map: mappe speciali per un cammino condiviso

Quali sono le persone che voglio raggiungere? Di cosa hanno bisogno? Come queste persone cercano di ottenere gli obiettivi che si prefiggono? Cosa usano e in quale ordine? Perché compiono quella scelta? Cosa provano tali persone nel tentativo di raggiungere il risultato desiderato?”.

Sono queste solo alcune delle domande, tanto complesse quanto mirate, che chi si appresta a elaborare un prodotto (sia esso materiale o legato al mondo dei cosiddetti ‘servizi’) dovrebbe porsi. Calarsi nell’esperienza, immedesimarsi nel cliente, cercare di raggiungere così non solo il proprio obiettivo, ma anche e soprattutto quello dei customer.

Si chiama “user journey map” o del ‘percorso utente’ ed è uno dei metodi più adatti per perseguire questa scelta. La user jouney map può essere spiegata come la “rappresentazione sintetica dei passaggi che fanno le persone tra i canali messi loro a disposizione (sito, app, sportello/punto vendita, etc.) per raggiungere un obiettivo“.

Usarla aiuta a rendere chiari e visibili processi fondamentali per il nostro progetto che altrimenti non riveleremmo.

Abbiamo deciso di applicarla anche nel centro diurno La Semente, dove vengono assistiti giovani e adulti affetti dal disturbo dello spettro autistico. Una buona palestra per il nostro team, composto da validi e qualificati operatori, che, grazie alla discussione stimolata, arriverà a inquadrare i singoli problemi, assicurargli il giusto peso, fino a giungere alla soluzione più corretta.

Come funziona

Nella nostra tabella, disponiamo in riga le attività e in colonna i nostri task. Attraverso questo processo siamo in grado di raggiungere alcuni obiettivi:

  • miglioriamo lo stato attuale;
  • progettiamo e valutiamo il futuro;
  • sviluppiamo una visione con il customer al centro e un’offerta innovativa.

Inoltre grazie alla tabella otteniamo informazioni importanti su:

  • Contesto. Cerchiamo di rispondere alle domande: cosa facciamo per i nostri utenti? cosa fanno loro per noi? In questo modo riusciamo a costruire lo scenario in cui si collocano le interazioni con i customer, rilevandone aspetti positivi e negativi.
  • Personas. Facciamo riferimento ad un profilo utente preciso, dunque analizzando persona per persona e dedicandogli una mappa. Ognuno è ricco del suo vissuto personale e si posiziona in base a previsioni, desideri, ambizioni.
  • Risultati. È una descrizione dei risultati desiderati – che cosa sta cercando di raggiungere il nostro utente?  Elenchiamo tutte le azioni, per quanto possibile, che permettono di raggiungere il risultato. In questa parte, grande importanza rivestono le motivazioni e i bisogni che portano ad agire.
  • Touchpoints. Sotto ogni azione riportiamo tutti i canali e punti di contatto dove i servizi e le persone si incontrano.
  • Fornitura del servizio. Sotto ogni punto di contatto, scriviamo cosa offre il servizio e chi ne è il responsabile diretto.
  • Viaggi emozionali. Si creano delle linee verticali dove inserire l’esperienza della personas (azione – > punto di contatto – > cosa offre il servizio – > esperienza). Qui rispondiamo alle domande su le emozioni: come pensi che la persona si sentiva in quel momento? Utilizziamo una scala da 0 a 10, più alto è il numero, migliore è l’esperienza. Si può rappresentare con una linea con il valore in alto o in basso a secondo dell’esperienza.
  • Blueprint. In basso possiamo mappare l’intervento delle persone che forniscono il servizio ricostruendo collegamenti finché non avremo un modello organizzativo, un quadro completo del funzionamento dell’organizzazione del servizio.
  • Miglioramenti e innovazioni. La mappa ha un obiettivo creativo, di brainstorming rispetto a servizi che abbiamo identificato come deboli. Mostrare le cose nero su bianco, in condivisione aiuta a focalizzarle e a mettere ordine. È allora che riusciamo ad innescare un processo creativo che si alimenta grazie ad un artefatto condiviso.

La forza della user journey map non dipende solo dal fatto che è incentrata sul customer, ma anche dalla possibilità di raccogliere in itinere i dati, di annotare idee e cambiamenti, in maniera dinamica come sono i comportamenti dell’uomo.

 

“Eccellenze rurali” | La Semente tra le esperienze dell’agricoltura che cambia

E’ scaricabile online il Quaderno “Eccellenze Rurali. Esperienze dall’agricoltura che cambia“. Al suo interno anche l’esperienza del centro diurno e della fattoria sociale La Semente e un’intervista di Michela Ascani al Direttore Generale, Andrea Tittarelli. Il quaderno racconta infatti esperienze di buon utilizzo dei fondi a sostegno dello sviluppo rurale.
Potete trovare il quaderno a questo link —> //bit.ly/2jPbUy3

Il Quaderno è frutto di un lavoro realizzato nell’ambito del Programma Rete Rurale Nazionale – Task Force Buone Prassi e Innovazioni. La pubblicazione propone una lettura trasversale delle 102 esperienze raccolte e documentate nel corso della programmazione e presenta, con schede sintetiche, i casi aziendali e territoriali che hanno beneficiato delle possibilità dei PSR 2007-13. Il risultato della ricerca ha dunque prodotto il quaderno, la cui pubblicazione è avvenuta nel dicembre 2016.

La Semente compare nella ricerca anche grazie al suo approccio Leader, che ha consentito la realizzazione di interventi per il miglioramento della qualità della vita delle aree rurali. I fattori di eccellenza che fanno includere La Semente all’interno della ricerca sono l’inclusione sociale (cioè i servizi erogati dalla struttura a carattere assistenziale volti all’apprendimento di abilità da parte di persone autistiche con il fine del loro inserimento lavorativo), la rete di contatti (e dunque la commistione tra pubblico e privato) e le buone potenzialità in termini di sostenibilità economica (con riferimento alla creazione degli spin off che ha caratterizzato l’esperienza de La Semente negli anni).

Il quadro generale che si delinea è di un settore in rapida trasformazione, i cui protagonisti sono sempre più aperti e in relazione tra loro e con il territorio. Una agricoltura sempre più multifunzionale e in grado di fornire servizi e creare opportunità lavorative.

A La Semente si parte con il servizio catering | In arrivo le cene sociali

A noi de La Semente piacciono le sfide: cominciamo il nuovo anno con un nuovo servizio. Dal 2 gennaio, infatti, la cucina della nostra cooperativa è aperta e pronta per servire i pasti ai ragazzi del nostro centro diurno. Ogni giorno un menù diverso, preparato anche con ciò che la nostra fattoria sociale e la sua terra producono. Verdure di stagione, come cavolfiori, broccoli finocchi e insalata, ma anche pasta, carne e menù variegati per vegetariani.

A darci una mano in questa nuova avventura c’è anche Mario, il primo e recentemente assunto lavoratore impiegato nella nostra cooperativa sociale. Mario (che nella foto firma il documento di trasporto dei primi pasti consegnati al centro diurno il 2 gennaio) da ospite del centro diurno La Semente, è diventato socio lavoratore svantaggiato della cooperativa. Quale modo migliore per cominciare il 2017?

Quello del servizio catering è un nuovo progetto che costituisce anche un nuovo traguardo per noi de La Semente, perché ci consentirà nel futuro di offrire un servizio ulteriore anche ad altri e nuovi clienti. Una delle prime iniziative che lanceremo infatti saranno le cene sociali: momenti di incontro importanti, oltre che di felice convivialità, che si terranno all’interno del nostro agriturismo.

Il primo incontro ci sarà già alla fine di gennaio. Vi terremmo aggiornati su date e modalità per partecipare alle cene. E tenetevi pronti, perché ci saranno alcune importanti novità e sorprese per tutti voi.